20 settembre 2017 / 15:36 / tra 3 mesi

UniCredit ha espresso interesse a governo tedesco per Commerz

FRANCOFORTE (Reuters) - UniCredit ha recentemente espresso interesse al governo tedesco per una fusione con Commerzbank, riferiscono due fonti vicine alla situazione secondo cui un accordo con la banca partecipata dallo stato arriverebbe comunque solo a medio termine.

La sede di Unicredit a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

L‘istituto guidato da Jean Pierre Mustier, unica Global Sifi italiana, ha segnalato il suo interesse negli ultimi mesi, secondo le fonti, mentre scandaglia l‘Europa in cerca di potenziali partner per quello che probabilmente sarebbe un accordo tutto in carta, da realizzare una volta che il rilancio della banca nei prossimi due anni sarà completato.

Una portavoce di UniCredit non ha commentato aggiungendo che la banca è concentrata sulla realizzazione del piano strategico. No comment anche da Commerzbank.

La prima manifestazione di interesse al governo tedesco, che detiene il 15% di Commerzbank, acquistato nell‘ambito del salvataggio pubblico negli anni della crisi finanziaria, potrebbe porre le basi per il maggior merger crossborder in Europa.

Al momento, comunque, il contatto è informale e a uno stadio iniziale. Una fonte a conoscenza della situazione aggiunge che anche altri gruppi hanno espresso interesse per Commerzbank con il governo tedesco.

Prima che un accordo venga raggiunto devono essere superati alcuni ostacoli, fra cui, secondo una fonte, possibili dubbi da parte dei tedeschi sulla cessione di una delle principali banche del paese a un acquirente estero.

Innanzitutto è necessaria la benedizione del governo tedesco, i cui ministri sono ora impegnati nella campagna elettorale in vista delle prossime elezioni.

“UniCredit ha avuto contatti con il ministero delle finanze tedesco”, dice una delle fonti, aggiungendo che mentre il governo è aperto a una vendita, Commerzbank non ha mostrato interesse.

Alla domanda se ci siano state manifestazioni di interesse nella quota del governo in Commerzbank, un portavoce del ministero delle Finanze non ha voluto commentare dicendo che “i funzionari (del ministero) sono contattati dagli investitori su una serie di questioni”.

“Abbiamo sempre detto che il governo non vuole tenere la sua quota per sempre e vuole ottenere un buon risultato per i contribuenti”, ha aggiunto. Il governo avrebbe bisogno di ottenere un prezzo di almeno 18 euro per evitare una perdita dal suo investimento.

MERCATO PREMIA COMMERZ MA PUNISCE UNICREDIT

La reazione del mercato non è positiva per UniCredit. Il titolo, dopo una veloce fiammata con volumi, è poi tornato sui suoi passi e ha chiuso in calo del 2,24% a 17,47 euro con volumi 1 volta e mezza la media dell‘ultimo mese. Di segno opposto la reazione di Commerz: il titolo a Francoforte ha chiuso in rialzo del 2,41% a 10,835 euro con volumi doppi rispetto alla media.

“Da quando è arrivato alla guida di UniCredit la priorità del nuovo Ceo Mustier è stata semplificare la complessità del gruppo e agli investitori piaceva molto. Aggiungere Commerzbank non aiuterebbe su questo fronte. Se da un lato la maggiore esposizione in Germania potrebbe essere considerata positiva da alcuni investitori, dall‘altro la strategia contraddittoria probabilmente indebolirà il titolo”, spiega un trader.

LEGAMI STORICI

Lo scorso anno, i vertici di Commerzbank e quelli della prima banca tedesca, Deutsche Bank, hanno avuto colloqui su una possibile combinazione dei due gruppi, secondo una persona a conoscenza della situazione, ma hanno accantonato il progetto.

UniCredit ha una capitalizzazione di circa 40 miliardi, ben più grande di quella di Commerzbank che ha un valore di circa 13 miliardi. La fusione creerebbe uno dei principali istituti europei.

Un merger simile sarebbe coerente con il desiderio della Banca Centrale Europea di un maggior consolidamento del settore, ma potrebbe incontrare ostacoli.

Una qualsiasi operazione richiederebbe anche un ammorbidimento delle relazioni tra Roma e Berlino, incrinate con il recente salvataggio di alcune banche italiane, cosa che, secondo la Germania, non rispetterebbe lo spirito delle regole sul fallimento bancario volte a evitare l‘aiuto di stato.

UniCredit è già presente in Germania, la prima economia europea, con Hvb, quinta banca tedesca, acquistata nel 2005. Secondo una fonte vicina alla situazione Hvb non si è mai completamente integrata e resta un‘entità relativamente autonoma, rappresentando gli interessi tedeschi forti all‘interno del gruppo.

Quest‘anno ha contribuito alla liquidità di UniCredit con un dividendo speciale di 3 miliardi di euro.

UniCredit e Commerzbank hanno almeno due azionisti comune: BlackRock e Norges Bank.

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