20 settembre 2017 / 14:41 / 2 mesi fa

Eni, archiviata inchiesta su presunto complotto anti Descalzi. Pm indaga su depistaggio

MILANO (Reuters) - Il Gip di Milano Stefania Pepe ha disposto l‘archiviazione del procedimento per diffamazione a carico dei consiglieri indipendenti di Eni Luigi Zingales (ex) e Karina Litvak e dell‘ex AD di Saipem Umberto Vergine nell‘ambito di un presunto complotto ai danni dell‘AD di Eni Claudio Descalzi.

L'AD di Eni Claudio Descalzi. REUTERS/Max Rossi/File Photo

Lo si evince dal provvedimento, disposto dal giudice il 17 settembre, che Reuters ha potuto leggere, mentre fonti a diretta conoscenza del dossier, confermando quanto scritto da alcuni quotidiani, riferiscono che la procura di Milano ha aperto una indagine ipotizzando un depistaggio orchestrato da chi aveva denunciato attraverso esposti anonimi alle procure di Siracusa e Trani le tre persone archiviate ora da Milano, dove i fascicoli erano stati trasmessi dalla Sicilia e dalla Puglia per competenza territoriale.

In particolare, confermano le fonti, la procura milanese indaga per il depistaggio - attraverso una “associazione a delinquere” finalizzata ai reati ipotizzati di “calunnia, diffamazione, false dichiarazioni e favoreggiamento” - l‘avvocato siracusano Piero Amara, un suo collaboratore, un tecnico petrolifero e altri “interni ad Eni spa in corso di identificazione”.

La procura ipotizza che gli indagati avrebbero concordato e posto in essere il piano attraverso gli esposti anonimi e le false dichiarazioni ai pm di Siracusa da un lato per ostacolare i processi in corso a Milano su Eni e alcuni suoi dirigenti (è alle conclusioni fra l‘altro l‘udienza preliminare su presunte tangenti Eni in Nigeria, in cui fra gli indagati risulta Descalzi che, come l‘azienda, ha sempre respinto ogni addebito), dall‘altro per screditare Zingales, Litvak e Vergine.

Non è stato possibile al momento ottenere un commento da parte dell‘avvocato Amara, contattato da Reuters per email.

A Trani e Siracusa, che aveva messo sotto inchiesta per diffamazione aggravata i tre, era stata prospettata l‘esistenza di un complotto internazionale per far dimettere Descalzi e sostiturlo con Vergine. Ipotesi che non ha trovato riscontro nelle indagini svolte dai pm milanesi che già nel marzo scorso avevano chiesto l‘archiviazione, sancita ora dal giudice.

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