18 settembre 2017 / 12:34 / in un mese

Marchi italiani spinti da turisti e sgravi fiscali, ma pesa dollaro

A pair of shoes of the Italian luxury shoemaker Tod's are displayed in Sant'Elpidio a Mare April 17, 2014. REUTERS/Max Rossi/File Photo GLOBAL BUSINESS WEEK AHEAD PACKAGE - SEARCH 'BUSINESS WEEK AHEAD 24 OCT' FOR ALL IMAGES - S1AEUITDENAA

MILANO (Reuters) - I marchi del Made in Italy, dall‘abbigliamento alle auto, stanno vivendo un momento positivo grazie a forti esportazioni e al ritorno dei turisti in Europa e sono ulteriormente aiutati dagli sgravi fiscali del Patent Box, ormai ampiamente utilizzati. L‘unico elemento di rischio che soffia contro la crescita del settore è la debolezza del dollaro sull‘euro.

E’ questo in sintesi quanto emerso dalla Branded Goods conference organizzata la scorsa settimana, a porte chiuse, da Mediobanca Securities alla presenza di oltre 60 investitori.

In un report pubblicato stamani dall‘analista di Piazzetta Cuccia si legge che i messaggi giunti dalle undici società che hanno partecipato all‘evento sono stati “rassicuranti”.

Nuovo il dato sullo shopping tax free in Europa (che riflette gli acquisti dei turisti) fornito da Global Blue: nei primi sette mesi dell‘anno è cresciuto a doppia cifra, dal +8% registrato fino a giugno, grazie al contributo di tutte le nazionalità e in particolare di cinesi e russi. Anche l‘Italia ha visto una solida ripresa da inizio anno guidata principalmente dai turisti russi, si legge nel report che ricorda che i ricavi generati dai turisti valgono il 9% circa di quelli complessivamente raccolti dalle società del panel (Aeffe, Cucinelli, Campari, Ferragamo, Ferrari, Luxottica, Moncler, Safilo, Technogym, Tod’s e Ynap). Ferragamo e Tod’s sono le più sensibili a questo fattore.

Sotto il profilo della redditività, Campari, Ferragamo, Tod’s e Cucinelli hanno già firmato l‘accordo con le autorità fiscali per accedere al regime del Patent Box, con un incremento medio dell‘Eps per il periodo 2015-2016 che Mediobanca calcola pari al 5-7%. Per le altre società che adotteranno a breve questo regime che prevede sgravi fiscali sull‘utilizzo di marchi e brevetti, Mediobanca si aspetta un supporto simile agli utili dei prossimi anni.

Unico “vento contrario” per il settore, almeno per la seconda parte dell‘anno, è il dollaro debole. “Nel nostro panel i ricavi generati in Nord America valgono circa 9 miliardi di euro, quasi il 40% del totale”, nota Mediobanca Securities che indica, tra le società più esposte, Luxottica, Safilo, Cucinelli, Ferrari e Ynap.

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