14 settembre 2017 / 08:53 / tra 8 giorni

Confindustria alza stima Pil 2017 a 1,5%, valutazione "prudente"

ROMA (Reuters) - L‘economia italiana migliora e Confindustria rivede al rialzo il Pil per quest‘anno e il prossimo, parlando di stima “prudente” che non include gli effetti della legge di Bilancio 2018.

Nel report presentato oggi, il Centro studi degli industriali vede il Pil 2017 a 1,5%, in aumento di due decimi di punto sulla stima di giugno e quasi doppio dallo 0,8% di dicembre. Per il 2018, il Pil è indicato a +1,3% da +1,1%.

Terzo e quarto trimestre dovrebbero salire rispettivamente dello 0,5% e dello 0,3%, grazie alla componente della domanda.

Un segnale incoraggiante per la crescita del terzo trimestre è arrivata dalla produzione industriale, considerata un buon anticipatore dell‘andamento del Pil: a luglio, secondo Istat, ha segnato +0,1% su mese e +4,4% su anno.

Il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan nel suo intervento ha confermato che la nota di aggiornamento al Def attesa per il 21 settembre migliorerà Pil e deficit ma ha invitato a non pensare “che il più è fatto... sarebbe forse il rischio più grave, soprattutto in una fase di chiusura della legislatura”.

Il Tesoro dovrebbe alzare la stima del Pil 2017 a 1,4-1,5% (da 1,1%) indicare nel 2018 una crescita “molto superiore” all‘1,2%, secondo Riccardo Barbieri, capo economista del Mef.

A luglio Banca d‘Italia aveva alzato la stima del Pil 2017 a +1,4% da +1,3%. Crescita all‘1,3% anche per l‘Fmi.

Parlando del dibattito se la crescita sia congiunturale o strutturale, Padoan ha aggiunto: “Spero di poter riprendere quanto prima a fare questi studi... argomento che mi appassiona nella mia veste di studioso di modelli economici”.

Nel report del Csc il deficit scende al 2,1% nel 2017 (dal 2,3% stimato a giugno) e al 2,3% nel 2018 (da 2,4%). Il debito è visto a 132,6% quest‘anno e a 131,8% il prossimo (da 133,2% e 133,7%).

“A fine 2018 avremo recuperato quasi completamente il terreno perso nella recessione 2011-2013, anche se saremo ancora il 4,7% sotto i massimi pre-crisi”, dice Paolazzi, e spiega che a trainare la crescita sono investimenti, sostenuti dai provvedimenti del governo, ed export.

BOCCIA: ORA NON FACCIAMO ERRORI

“Questa crescita può diventare strutturale, siamo all‘inizio di un‘inversione di tendenza, ma non dobbiamo fare errori”, ha detto ai giornalisti Vincenzo Boccia, numero uno degli industriali, che al governo chiede un piano per l‘inclusione al lavoro dei giovani e la detassazione dei premi di produzione.

Tra i rischi per la crescita, la possibilità che si perda la spinta riformatrice e l‘incognita delle prossime elezioni.

Il Csc è positivo sul mercato del lavoro. A fine biennio “gli occupati saranno 160.000 oltre il picco della primavera 2008” pur con un calo delle ore di lavoro procapite.

Il tallone d‘Achille resta l‘occupazione giovanile: le scarse possibilità di lavoro stanno facendo crescere l‘emigrazione dei giovani, “un‘emorragia in termini di capitale umano che ci costa ogni anno 14 miliardi di euro”, dice il chief economist del Csc Luca Paolazzi.

Il Csc conferma il tasso di disoccupazione all‘11,2% quest‘anno e vede il 2018 a 10,6% (da 10,7%).

Grafici sull'economia italiana: tmsnrt.rs/2bxVe8n

Grafici sul Pil italiano: tmsnrt.rs/2dcV9wa, tmsnrt.rs/2duxHWr

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