11 settembre 2017 / 13:28 / 2 mesi fa

Italia, produzione luglio tiene meglio di attese, buon auspicio per Pil 3° trimestre

MILANO/ROMA (Reuters) - La produzione industriale italiana ha segnato una debole crescita congiunturale a luglio, rallentando per effetto della contrazione della componente energetica, balzata il mese precedente per un picco del caldo.

Un tecnico al lavoro in una fabbrica. REUTERS/Alessandro Garofalo

L‘andamento della produzione si è rivelato comunque migliore delle attese ed ha nella crescita della fabbricazione dei macchinari la nota probabilmente più positiva, nell‘ottica della tanto auspicata ripartenza degli investimenti.

Nel dettaglio, secondo i numeri resi noti stamane da Istat, la produzione a luglio è cresciuta di 0,1% su mese dopo il balzo di 1,1% segnato a giugno, mentre la mediana delle attese degli economisti prospettava una contrazione di 0,3%.

In Germania a luglio la produzione industriale ha registrato una variazione mensile nulla mentre in Francia l‘espansione congiunturale è stata di 0,5%.

Tornando ai dati italiani, su base annua, la produzione è cresciuta di 4,4% da 5,2% del mese precedente, mentre il consensus prospettava una crescita di 3,8%. Nella media dei primi sette mesi dell’anno è aumentata del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“La componente negativa sui dati mensili italiani è tutta da attribuire al rientro dell‘energia dopo il balzo di giugno legato al caldo anomalo. La notizia più positiva arriva dalla crescita delle attività manifatturiere”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit.

“La sorpresa verso l‘alto è tutta concentrata nella produzione manifatturiera”, scrive in una nota l‘economista di Barclays Fabio Fois, che parla di numeri “promettenti”.

Se la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria ha infatti subito una contrazione mensile di 4,6%, la produzione delle attività manifatturiere è cresciuta di 0,5% su mese.

In particolare, inoltre, Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo, rileva come “all‘interno del manifatturiero, la fabbricazione di macchinari e attrezzature è il settore che va meglio (+3,5% su mese) e questo è di buon auspicio per gli investimenti”.

In una nota a commento dei numeri Istat, l‘Unione dei consumatori ricorda che la produzione industriale italiana resta inferiore del 16,9% rispetto a luglio 2007 ma segnala come a luglio di quest‘anno per la prima volta uno dei raggruppamenti, quello dei beni di consumo non durevoli, abbia superato i livelli pre-crisi (+1,3%).

BUON AUSPICIO PER PIL

Nel complesso, a detta degli economisti, il dato odierno della produzione industriale, che è il primo indicatore ‘hard’ relativo al periodo luglio-settembre, appare di buon auspicio per l‘andamento del Pil nel terzo trimestre.

“Se la produzione industriale restasse ferma ad agosto e a settembre, crescerebbe su base trimestrale di 1,1%. Ipotizzando un contributo positivo dei servizi, grazie anche al turismo, l‘andamento del Pil nel trimestre estivo non dovrebbe discostarsi troppo da quello degli ultimi trimestri”, ragiona Mameli.

Nel secondo trimestre il Pil ha mantenuto un ritmo di espansione di 0,4%, lo stesso osservato nei primi tre mesi dell‘anno.

L‘espansione del Pil acquisita a fine giugno (pari a 1,2%) è già superiore a quella messa in conto per l‘intero 2017 ad aprile dal governo, che nelle prossime settimane dovrebbe migliorare la stima di crescita sull‘anno in corso a 1,4-1,5% da 1,1%. Si tratterebbe del risultato migliore dal 2010.

UniCredit al momento indica una crescita di 1,3%, mentre Intesa stima un +1,4%. “Se c‘è qualche rischio sul Pil al momento - dice Mameli - è verso l‘alto”.

SPINTA DOMANDA PREVALE AL MOMENTO SU EURO FORTE

Nelle attese degli addetti ai lavori l‘industria dovrebbe contribuire positivamente all‘andamento dell‘economia nella seconda parte dell‘anno.

Il recente apprezzamento del cambio euro/dollaro , che la settimana scorsa ha testato area 1,21, ai massimi da gennaio 2015, “rappresenta sicuramente un rischio da monitorare per la produzione”, avverte Federico, ma al momento “è compensato dalla spinta che arriva dalla domanda”.

“Secondo le nostre stime il rafforzamento dell‘euro portrebbe avere un impatto che si vedrà però più avanti. Al momento però prevale l‘effetto domanda. Alla ripresa dell‘attività contribuiscono gli ordini domestici e non solo quelli esteri, e comunque anche per le imprese esportatrici l‘incremento della domanda dall‘estero prevale sull‘effetto cambio”, commenta Mameli.

“D‘altra parte - prosegue l‘economista - se questo livello del cambio si mantenesse, a distanza di qualche mese si potrebbe vedere un impatto. È uno dei motivi per cui in termini congiunturali vediamo un piccolo rallentamento del Pil nel terzo trimestre (a +0,3% da +0,4% del trimestre precedente), mentre per l‘anno prossimo prevediamo una crescita più contenuta (+1,1%) rispetto a quella di quest‘anno”.

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