6 settembre 2017 / 11:21 / 2 mesi fa

Tesoro vede Pil a 1,4/1,5% in 2017/2018, deficit 2018 a 1,7/1,8%

ROMA/MILANO (Reuters) - Dopo gli ultimi dati Istat, il ministero dell‘Economia vede il Pil in accelerazione a +1,4/1,5% sia nel 2017 sia nel 2018.

Il ministero dell'Economia a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

Secondo quanto riferiscono fonti governative e vicine alla situazione, lo sconto di mezzo punto percentuale chiesto la scorsa primavera all‘Europa è nei fatti “acquisito” e pertanto l‘indebitamento netto è visto salire l‘anno prossimo dall‘1,2 previsto nel Def in area 1,7/1,8% del Pil.

Le ultime stime ufficiali risalgono ad aprile in occasione del Def e proiettavano il Pil a +1,1% nel 2017 e a +1,0% nel 2018.

Da allora però la congiuntura è migliorata.

Il primo settembre Istat ha confermato che tra aprile e giugno il Pil è cresciuto dello 0,4% in termini congiunturali e dell‘1,5% su base annua. Anche nel primo trimestre il Pil ha registrato una crescita congiunturale dello 0,4%.

Nella recente nota mensile l‘istituto statistico spiega che l‘indicatore anticipatore dell‘economia continua ad agosto a dare segnali rassicuranti come negli ultimi mesi.

“Per il 2018 Il Tesoro vede il Pil tendenziale, che tiene ancora conto delle clausola di salvaguardia, all‘1,4%. Il Pil programmatico, al netto dell‘effetto recessivo della clausola, sarà leggermente più alto, attorno a 1,5%” dice la fonte.

La Nota di aggiornamento al Def, con la quale il governo aggiorna quadro macroeconomico e di finanza pubblica, è attesa entro il 27 settembre ma sarà diffusa in anticipo di qualche giorno. Una delle fonti spiega in particolare che il consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi mercoledì 20 settembre.

Le nuove previsioni faranno da cornice alla legge di Bilancio, il cui piatto forte sarà costituito dalla decontribuzione dei nuovi assunti a tempo indeterminato.

Le fonti non si sbilanciano sul valore della manovra ma confermano che la correzione del deficit strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum, scenderà l‘anno prossimo a 0,3 da 0,8 punti percentuali di Pil.

L‘effetto di trascinamento della maggiore crescita 2017 e la minore correzione dell‘indebitamento fanno sì che per evitare l‘aumento di Iva e accise previsto a gennaio bastino 0,3 punti percentuali di Pil, spiega in particolare una delle due.

Le cosiddette clausole di salvaguardia, dopo l‘aggiustamento dei conti della scorsa primavera, hanno per il 2018 un valore residuo di poco meno di 15 miliardi.

(Giuseppe Fonte, Luca Trogni)

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