5 settembre 2017 / 13:39 / tra 2 mesi

Migranti, Minniti: meno arrivi in 2017 ma presto per dire se calo è strutturale

ROMA (Reuters) - Negli ultimi otto mesi, la diminuzione degli sbarchi di migranti sulle coste italiane è stata “significativa”, ma è presto per parlare di calo “strutturale”.

Il ministro dell'Interno Marco Minniti. REUTERS/Remo Casilli

Lo ha detto il ministro dell‘Interno, Marco Minniti, alla Summer School di Confartigianato tracciando un bilancio del lavoro svolto quest‘anno dal Viminale sul fronte immigrazione. 

Secondo i dati pubblicati dal ministero, tra il primo gennaio e il 4 settembre 2017 il numero dei migranti sbarcati in Italia è calato di quasi il 18% a 99.846 da 121.385 di un anno prima.

Dietro gli sbarchi c‘è un immenso giro d‘affari, che ha nella Libia il suo snodo critico: “Il 97% (dei migranti) parte dalla Libia... Vinceremo questa sfida quando riusciremo a rendere evidente al popolo libico che il traffico di esseri umani, in questo momento una delle poche industrie che funzionano in Libia, non è più conveniente, né dal punto di vista economico né da quello morale”.

Per costruire “il circuito economico alternativo” promesso ai libici, è dall‘Ue che il ministro si aspetta un contributo significativo: “Per chiudere la rotta balcanica, che coinvolgeva gli Stati dell‘Europa centrale, sono stati fatti grandi investimenti economici. Ora bisogna adottare la stessa strategia per l‘Africa”. 

Il numero uno del Viminale ha poi difeso il codice di condotta varato dal governo per le Ong che nei primi sei mesi dell‘anno hanno salvato il 41% dei migranti: “Nel momento in cui quasi la metà dei flussi arriva su navi private, non si dice non operate, ma fatelo attraverso un codice con un unico obiettivo, la sicurezza dell‘Italia, perché operate in tutto il Mediterraneo centrale ma tutte le vite salvate le portate in un solo Paese”.

Davanti alla platea di Confartigianato, Minniti è tornato sulle sue recenti dichiarazioni circa il rischio di tenuta democratica del Paese: “Se il processo migratorio è governato tiene insieme il diritto di chi è accolto e il diritto di chi accoglie; se uno dei due diritti prevale si crea tensione nel tessuto sociale... Ho esagerato? Non lo so”.

Nessun dubbio, invece, sulla possibilità di introdurre la legge sullo Ius soli: se i flussi sono governati e si attua una politica di integrazione, spiega il ministro, “perché dovremmo dire ai nati in Italia da migranti regolari che devono aspettare il 18° anno per ottenere la cittadinanza?”. 

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