18 maggio 2017 / 15:01 / tra 7 mesi

Alitalia, commissari guardano al 2018, interventi sul lavoro "ma con pacatezza"

ROMA (Reuters) - I commissari di Alitalia, la compagnia aerea in amministrazione straordinaria, guardano lontano all‘estate del 2018, ma non dimenticano che per arrivarci bisognerà anche mettere mano al costo del lavoro e al numero dei dipendenti.

Lo hanno spiegato oggi, Stefano Paleari, Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi, ai parlamentari delle commissioni Industria e Trasporti della Camera.

Da ieri, con la pubblicazione del bando, la compagnia ex di bandiera è ufficialmente in vendita e si aspettano entro il 5 giugno le manifestazioni di interesse non vincolanti di eventuali investitori e/o partner industriali.

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha detto oggi di aspettarsi molti soggetti interessati, a chi gli chiedeva conto di possibili fondi cinesi in arrivo.

Nel frattempo, in attesa della scelta degli advisor che, ha detto Laghi, verrà conclusa entro lunedì, i tre commissari hanno cercato di anticipare ai parlamentari cosa succederà alla compagnia aerea e ai dipendenti.

L‘ex direttore generale della Rai si è impegnato a presentare un‘azienda non ripiegata su se stessa: con i 600 milioni di prestito pubblico “e i risparmi che pensiamo di fare su alcune voci contiamo di scavallare l‘anno e anche la stagione invernale: stiamo facendo i primi studi sulla stagione estiva per il 2018”. Si prevede anche qualche nuova rotta, il ritorno a Delhi e un rafforzamento dei voli per Los Angeles.

Gubitosi si è anche detto fiducioso di poter rinegoziare a condizioni migliori i contratti di leasing degli aerei.

Ma il piano di sopravvivenza, stand alone, a cui sta lavorando Paleari in attesa dell‘eventuale compratore o partner industriale, che oggi ancora non c‘è, non potrà non prendere in considerazione anche la voce lavoro.

Un intervento “pacato”, ha premesso Paleari.

“Il confronto con altri vettori va fatto da due punti di vista, sia da quello del costo medio, sia da quello della quantità perché se noi facciamo il confronto con Ryanair - anche se non credo sia giusto fare il confronto con una low cost - Ryanair ha 11.000 dipendenti e fa 117 milioni di passeggeri”, ha spiegato il commissario.

“Alitalia con più di 10.500 lavoratori trasporta 20/30 milioni di passeggeri. Quindi non c‘è solo un problema di costo unitario, c‘è anche un problema di numero che si affianca al costo unitario”, ha detto.

Soprattutto perchè i numeri continuano a crescere: 623 lavoratori equivalenti in più fra 2015 e 2016 e per l‘anno prossimo “il tendenziale è per un costo del lavoro che è ancora superiore al 2016”.

Solo un aumento dei ricavi, a detta di Paleari, potrà attenuare la durezza degli interventi che i commissari saranno costretti ad fare.

I ragionamenti sui numeri, però ha spiegato ancora il professore della Bocconi, si faranno solo quando avremo “scelto il posizionamento della compagnia aerea sul mercato”. Ovvero in estate quando dovrebbe essere pronto il piano di equilibrio.

(Alberto Sisto)

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