27 ottobre 2016 / 14:52 / in un anno

Call center, Almaviva propone taglio costi, sindacati per sciopero

ROMA (Reuters) - Tensione crescente nella vertenza Almaviva Contact, l‘azienda di call center che ha avviato la procedura per il licenziamento di 2.511 persone (su 9.000) e la chiusura dei siti di Roma e Napoli.

Al tavolo convocato oggi al Mise, la società ha detto che per uscire dalla crisi e cancellare i licenziamenti saranno necessari tagli dei costi, formazione ed esodi incentivati e ha proposto la partecipazione dei lavoratori all‘azionariato.

Negativa la reazione del sindacato, che intende proclamare uno sciopero nazionale nelle sei sedi Almaviva Contact, oltre a Roma e Napoli a Milano, Rende (Calabria), Palermo e Catania.

“La posizione di Almaviva è poco credibile e strumentale per questo abbiamo fatto una dichiarazione di sciopero unitario che riteniamo debba estere esteso a tutti i siti, non solo a Roma e Napoli”, ha riferito Martina Scheggi della Slc Cgil.

Teresa Bellanova, il viceministro dello Sviluppo economico che gestisce la vertenza, si è comunque impegnata a convocare un nuovo tavolo entro due settimane e ha annunciato un ulteriore finanziamento di 30 milioni per il comparto call center, che occupa in Italia 80.000 persone.

Almaviva lega gli esuberi alla crisi di settore dovuta principalmente alle gare sotto costo e alle delocalizzazioni.

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