24 ottobre 2016 / 12:52 / in un anno

Banche, montagne di carta in battaglia per salvataggio da Npl

MILANO (Reuters) - Nella battaglia per sgravare le banche italiane da 200 miliardi di sofferenze accumulate in anni recenti si è aperto un nuovo fronte, dove si combatte sul filo delle montagne di documenti contenenti i dati relativi ai prestiti dubbi.

Per preparare la cessione dei 28 miliardi di euro di sofferenze lorde del Monte dei Paschi, decine di ingegneri della società di ‘data remediation’ Protos hanno lavorato per quasi un anno aggiornando i dati relativi ai due terzi del portafoglio secured.

L‘assenza di dati accurati sugli asset immobiliari posti a garanzia dei finanziamenti si è rivelata in anni recenti un grosso ostacolo alla loro cessione.

In un mercato che già fatica a decollare per il gap esistente tra i valori di libro dei prestiti e il loro prezzo di vendita, la carenza informativa porta gli acquirenti a richiedere sconti ancora maggiori.

Tuttavia, complice l‘introduzione di obblighi di comunicazione periodica ed estremamente dettagliata sulle sofferenze di importo superiore ai 100.000 euro da parte di Banca d‘Italia, gli istituti stanno finalmente correndo ai ripari.

“Quello che sta accadendo è che molte banche si stanno preparando a vendere”, spiega Joe Giannamore, chief executive e investment officer di AnaCap, un fondo che ha acquistato 9 miliardi di sofferenze italiane.

“Dopo aver incrementato gli accantonamenti in questi anni, le banche stanno facendo una ricognizione degli asset in bilancio prima di approcciare il mercato ... Se sono sprovviste di un sistema centralizzato di raccolta delle informazioni, le attende un lunghissimo lavoro manuale.”

Luca Mazzoni, AD di Protos, la società ingaggiata da Monte dei Paschi, spiega che documenti relativi a un singolo prestito possono riempire un intero armadio.

“Si tratta di migliaia di pagine. Parte del motivo per cui lavoriamo presso i nostri clienti è che lì sono a portata di mano i funzionari della banca che hanno in gestione il prestito. La loro collaborazione è fondamentale per velocizzare la verifica dei dati che può richiedere, per singola posizione, da qualche ora a qualche giorno”.

DATABASE

Una volta verificate informazioni come l‘avanzamento della procedura di recupero e il grado di ipoteca e aggiornati i dati sugli immobili tramite visure catastali, gli analisti Protos allestiscono quelle che definiscono le loro “stanze di guerra”, dove “come monaci certosini” riempiono campo dopo campo di database facilmente consultabili dai compratori o dalle autorità di vigilanza.

Secondo Mazzoni informazioni di buona qualità possono migliorare il prezzo di vendita di un portafoglio anche del 10%.

“Una lezione importante imparata nella cessione è che se hai un buon database il prezzo è più alto”, ha commentato l‘AD di BPER Alessandro Vandelli dopo la vendita di un portafoglio di sofferenze da 450 milioni di euro in luglio.

“Se gli investitori hanno difficoltà a validare i dati ... la due diligence si allunga di molto”, spiega Giannamore.

CON COLLATERAL IMMOBILIARE DATI CRUCIALI

Le limitate cessioni di sofferenze effettuate dalle banche italiane in questi anni hanno riguardato quasi esclusivamente portafogli unsecured, per i quali la carenza informativa è un ostacolo minore.

Il prezzo dei prestiti cosiddetti chirografari, ampiamenti svalutati nei bilanci, è perlopiù standard e comunque inferiore al 10% del loro valore nominale.

“Si tratta di decine di migliaia di crediti dal valore unitario molto basso”, spiega Carmine Evangelista di AZ Holding, società di recupero campana.

“Le banche dovrebbero mettere su strutture dai costi fissi insostenibili per il recupero e poi gli istituti hanno problemi reputazionali, per loro i debitori sono anche ancora clienti. Quando iniziamo a lavorare su un nuovo portafoglio facciamo un primo giro di chiamate per informare che il creditore non è più la banca, questo di norma da solo innesca un primo flusso di pagamenti”.

Secondo PwC circa la metà delle sofferenze italiane è assistita da collateral immobiliari. Qui i dati sono fondamentali e infatti le cessioni non sono ancora decollate.

In questi casi spesso la miglior strategia di recupero, spiega Riccardo Serrini di Prelios Credit Servicing, consiste nel rilancio di un progetto immobiliare incompleto che viene destinato a una vendita frazionata.

Ma non sempre i documenti relativi a un prestito concesso, per esempio, su un lotto di terreno hanno tenuto il passo con lo sviluppo immobiliare avvenuto sullo stesso ed è li che si innesta il paziente lavoro degli ingegneri di Protos.

“Con il calo dei prezzi immobiliari, i costi di ristrutturazione pesano in percentuale di più e quindi è essenziale per gli investitori avere un‘idea precisa dello stato in cui si trova l‘immobile”, spiega Mazzoni.

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