20 ottobre 2016 / 10:22 / in un anno

Lusso, frenano consumi beni personali, vista crescita moderata al 2020

MILANO (Reuters) - In un mercato globale del lusso che nel 2016 cresce del 4% a 1.081 miliardi, la prima voce, quella dei beni personali, è rimasta ferma dopo essere stata per anni il settore più dinamico.

Una tendenza alla stabilizzazione che, secondo gli analisti di Bain, va considerata come ‘new normal’ e che, al netto degli effetti valutari, era già emersa l‘anno scorso e si ripeterà nel 2017, salvo poi registrare una moderata accelerazione fino al 2020.

Secondo il Luxury Market Monitor elaborato da Bain per Altagamma, dopo la frenata del 2016 (-1% a cambi correnti a 249 miliardi, piatto a cambi costanti), il settore dei beni personali di lusso crescerà nel 2017 dell‘1-2% e del 3-4% (a cambi costanti) nel triennio successivo per arrivare a 280-285 miliardi. Ritmi lontani dal periodo 2010-2014 quando, trainato dalla “bulimia cinese”, questo segmento di mercato era passato da 173 a 224 miliardi, e più simili invece al +1% a cambi costanti registrato nel 2015 (nonostante il +12% a cambi correnti).

“Il 2015 è stato un anno molto turbolento sul fronte valutario, nel 2016 questo aspetto si è calmato e sono emersi altri fattori: l‘impatto del terrorismo sui flussi turistici, in particolare dall‘Asia, verso l‘Europa e il rimpatrio dei consumi cinesi aiutato anche dalle politiche di riequilibrio dei prezzi tra le varie aree del mondo adottato dai brand”, spiega a Reuters Federica Levato, coautrice dello studio presentato oggi al summit di Altagamma. “I consumi in patria dei cinesi, che sono la prima nazionalità per spesa nel settore lusso e sono stati il motore della crescita, non sono però stati sufficienti a bilanciare i mancati acquisti all‘estero”. Lo si legge anche nei numeri: nel 2015 i consumi globali cinesi valevano il 31% del settore dei beni di lusso, nel 2016 il 30%.

Bain ritiene però che questo fenomeno sia transitorio e che, complice la demografia e la crescita della middle class urbana, la spesa cinese tornerà a crescere anche sopra quel 31%.Si parla comunque di un mercato ormai “maturo e consolidato, da low single digit”, prosegue Levato, che sottolinea come altri comparti del lusso, dalle auto (+8% a 438 miliardi nel 2016) agli hotel o al food and wine (tutti +4%), stanno conquistando velocemente nuovi spazi. “Nel lusso è in corso uno spostamento dei consumi da prodotti fisici a prodotti esperienziali. È un macrotrend che è emerso negli ultimi anni e che pensiamo possa continuare anche in futuro”.

Tutto questo sta costringendo le aziende a focalizzarsi sulla redditività e sulle strategie per adeguarsi velocemente ai cambiamenti imposti dalla digitalizzazione. Un elemento chiave, in questo ambito, è il ripensamento del ruolo del negozio. “ormai per comprare non serve più il negozio. Bisogna far sì che il consumatore sia motivato a perdere tempo per recarsi in negozio, offrendogli un‘esperienza speciale, più vicina all‘entertaining”, sottolinea l‘analista.

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