19 ottobre 2016 / 12:28 / un anno fa

Legge Bilancio, Ue nutre dubbi, potrebbe inviare lettera

Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker a Bruxelles lo scorso 23 giugno. REUTERS/Francois Lenoir

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea nutre dubbi sulla legge di Bilancio e potrebbe inviare una lettera all‘Italia contestando gli obiettivi annunciati dal governo, secondo quanto riferisce una fonte comunitaria.

La manovra contiene circa 27 miliardi di misure mentre le coperture valgono 15 miliardi. L‘effetto espansivo nel 2017 ammonta a 12 miliardi, cioè la differenza fra l‘indebitamento tendenziale (1,6% del Pil) e programmatico (2,3%).

Come ogni anno, la Commissione è chiamata a valutare l‘impianto della manovra e la sua coerenza con il Patto di stabilità europeo.

“Stiamo ancora valutando la manovra. Dobbiamo vedere in che misura condividiamo le assunzioni dell‘esecutivo”, spiega la fonte non escludendo l‘invio della missiva.

Uno dei nodi riguarda il saldo strutturale, calcolato al netto del ciclo e delle una tantum, indicato in aumento di 0,4 punti di Pil tra 2016 e 2017. La Commissione europea ha chiesto invece una correzione dello 0,6%.

L‘Italia giustifica il minor sforzo di risanamento appellandosi alle clausole per eventi eccezionali, nella fattispecie la crisi migratoria e le spese legate al sisma di fine agosto.

L‘altro aspetto critico ha a che vedere con le coperture, oltre metà delle quali deriva da interventi una tantum, sostanzialmente l‘asta delle frequenze e le sanatorie fiscali.

In teoria Bruxelles può rispedire al mittente la manovra entro due settimane dalla sua presentazione ma finora questa fattispecie non si è mai presentata. La prassi vuole che Ue e governi nazionali trovino un‘intesa su eventuali correzioni.

Una portavoce della Commissione preferisce non commentare. “Eventuali scambi, qualsiasi forma possano assumere, hanno lo scopo di informare chi assume decisioni prima che i bilanci entrino in vigore”, dice.

Il confronto sulla manovra avviene a ridosso del referendum costituzionale del 4 dicembre, al quale in passato il premier Matteo Renzi ha legato il suo destino politico.

Secondo fonti diplomatiche, la Ue farà il possibile per non danneggiare il presidente del consiglio.

“Se rinunciamo a Renzi, rinunciamo sull‘Europa”, avrebbe detto il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, nel corso di una riunione interna con alcuni funzionari.

(Francesco Guarascio)

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