19 ottobre 2016 / 12:03 / un anno fa

Ruby ter, rinviati a giudizio Karima El Mahroug e altri 22

MILANO (Reuters) - Il gup di Milano Laura Marchiondelli, al termine dell‘udienza preliminare del procedimento cosiddetto “Ruby ter”, ha disposto il rinvio a giudizio della stessa “Ruby” e di altri 22, fra cui 16 ex “olgettine”, imputati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e riciclaggio.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie e legali, aggiungendo che il processo è stato fissato per l‘11 gennaio davanti alla decima sezione penale del Tribunale.

L‘ipotesi accusatoria è quella di corruzione di testimoni nei procedimenti principali sui rapporti dell‘ex premier Silvio Berlusconi con la giovane marocchina Karima el Mahroug detta Ruby e sul reclutamento delle ragazze per le feste nella villa di Arcore, le cosiddette “olgettine” dal nome della residenza in cui erano ospitate in via Olgettina a Milano.

La posizione di Berlusconi, che ha sempre respinto ogni addebito, è stata stralciata per motivi di salute e verrà discussa in una autonoma udienza preliminare il prossimo 15 dicembre.

L‘avvocato di Ruby, Paola Boccardi, ha commentato la decisione definendola “un giudizio atteso; in un procedimento con 45 faldoni è difficile che non si arrivi a un processo”.

Fra gli imputati del processo che inizierà a gennaio, figurano anche l‘ex compagno di Ruby, Luca Risso, la senatrice di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, l‘ex direttore di Panorama, La Stampa e Tg5 Carlo Rossella e l‘avvocato Luca Giuliante. Tutti hanno sempre respinto gli addebiti.

L‘inchiesta ha origine dalle motivazioni delle sentenze di due processi di primo grado nei confronti di Berlusconi (assolto con sentenza passata in giudicato) e di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, nelle quali il Tribunale rinviò gli atti alla procura perché procedesse per valutare un eventuale condizionamento dei testimoni.

In questa inchiesta, oltre a Berlusconi e alla stessa Ruby, figuravano in origine una quarantina di indagati, fra ragazze che parteciparono alle feste nella residenza dell‘ex premier ad Arcore, altri testimoni, funzionari pubblici e avvocati.

L‘ipotesi dell‘accusa è che siano stati versati circa 10 milioni di euro per corrompere testimoni, di cui 7 alla sola Ruby dal 2011 al 2015.

Per 13 indagati, fra i quali i legali del premier, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, l‘ex parlamentare europea di Forza Italia Licia Ronzulli, l‘ex viceministro degli Esteri Bruno Archi, la funzionaria della Questura di Milano Giorgia Iafrate e il padre di Ruby, la procura ha chiesto e ottenuto l‘archiviazione. Le posizioni dei restanti indagati sono invece state trasmesse ai tribunali di altre città per competenza territoriale.

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