7 ottobre 2016 / 08:32 / un anno fa

ECONOMICA - Privatizzazioni, filone esaurito per riduzione debito

MILANO (Reuters) - La lunga stagione delle privatizzazioni, con grandi successi come Eni e qualche passo falso come Telecom Italia, è alle spalle. Su questo fronte l‘Italia è ormai in linea con l‘Europa continentale: il filone è ormai quasi esaurito.

Il ministero dell'Economia. REUTERS/Alessandro Bianchi

Ma il governo ci punta ancora: per il 2017 prevede privatizzazioni per lo 0,5% del Pil, una quota decisiva per consentire al debito/pil di scendere dal 132,8% al 132,5.

In questo modo ripropone lo stesso obiettivo programmato ma non rispettato nel 2016. Il bilancio dell‘anno in corso - cessione di azioni Enav per 834 milioni di euro e vendita di qualche immobile - infatti si limiterà a sfiorare lo 0,1%.

E anche il target 2017 ha tutte le caratteristiche per diventare una chimera.

“Un target di 8 miliardi mi sembra fuori portata”, commenta Bernardo Bortolotti, fondatore dell‘osservatorio Privatization Barometer.

“Avrei preferito che postassero cifre più conservative. Fra l‘altro con tassi di interessi sul debito inferiori al dividend yield delle società in vendita non è detto che convenga privatizzare: il venditore rischia effetti negativi sul patrimonio netto” .

Per il 2017 si guarda a operazioni già sul tavolo da uno o due anni ma non ancora sbloccate.

Il 29,7% di Poste ancora detenuto dal Tesoro potrebbe portare nelle casse pubbliche circa 2,5 miliardi.

Il 13,75% di Stm che il Tesoro detiene in trasparenza e che potrebbe passare alla Cassa Depositi e Prestiti vale attualmente attorno ai 900 milioni.

L‘attesa privatizzazione di parte del gruppo Ferrovie dello Stato rischia di concludersi senza alcun ritorno per il Tesoro. L‘AD Mazzoncini punta infatti a quotare la nascente controllata relativa principalmente ai treni ad alta velocità. L‘incasso in questo caso rimarrebbe all‘interno di Fs come in occasione della cessione del 60% di Grandi Stazioni da parte delle Ferrovie. Nello stesso modo si è mossa la Rai quando ha ceduto il 35% di Rai Way.

A livello locale la stessa situazione infruttuosa per il Tesoro si ripresenta per le municipalizzate che pure rientrano nella sfera pubblica. La prossima probabile cessione di quote di A2A da parte dei Comuni di Brescia e Milano avvantaggerà le casse municipali e non quelle di via XX Settembre.

In tema di immobili pubblici, poi, l‘abbandono di target di vendita è nei fatti. L‘Agenzia del Demanio ha scelto di coinvolgere gli enti locali per recuperare e destinare a nuova vita gli immobili sul territorio. E anche Invimit sgr, la società pubblica di gestione del risparmio in campo immobiliare, ha accantonato ambiziosi piani rimasti sulla carta e si sta muovendo in questa direzione.

Gli effetti sono comunque positivi. I finanziamenti pubblici alle Ferrovie dello Stato potranno ridursi, il governo ha ridotto il canone televisivo a favore della Rai, i Comuni con municipalizzate in grado di andare sul mercato ne derivano introiti per compensare i minori trasferimenti dello Stato. E nel campo degli immobili pubblici un loro utilizzo più efficiente consente una riduzione delle spese, a partire da quelle per gli affitti dai privati.

Tutto questo non ha però molto a che fare con le richieste delle istituzioni internazionali all‘Italia e con gli impegni di Roma a ridurre il debito pubblico attraverso le privatizzazioni.

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