3 ottobre 2016 / 17:57 / un anno fa

Ilva, scontro governo-Regione Puglia su presunti danni salute

MILANO/ROMA (Reuters) - Scontro tra Regione Puglia e Palazzo Chigi sui risvolti per la salute nella vicenda Ilva.

Stamani, il ministro dell‘Ambiente Gianluca Galletti ha riferito che gli esperti al lavoro sui piani ambientali presentati dalle due cordate che intendono acquistare il più grande gruppo siderurgico italiano concluderanno il loro lavoro entro il prossimo 13 novembre. A quel punto, i due concorrenti potranno rivedere anche l‘offerta economica per l‘acquisto e la gara entrerà nel vivo.

La Regione Puglia ha però reso noto sempre oggi uno studio epidemiologico da cui risulta che c‘è una relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario a Taranto, sede del più importante impianto di Ilva. E nel pomeriggio, la giunta regionale, riunita in sessione straordinaria, ha deciso che impugnerà davanti alla Corte Costituzionale il cosiddetto decreto “salva-Ilva” di giugno, per “lesione del principio di leale collaborazione che dovrebbe ispirare l‘operato del legislatore”, annuncia una nota.

In serata la reazione di Palazzo Chigi che, per bocca del sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti, accusa il presidente della Regione Puglia e suo compagno di partito (il Pd) di “lavorare per lo sfascio”.

“Le autorità sanitarie, che stanno già monitorando attentamente la situazione di Taranto, esamineranno con la massima attenzione anche i dati presentati oggi a Bari. A Michele Emiliano ricordo che al centro del decreto legge c‘è proprio la valutazione del piano ambientale come presupposto per il futuro di Ilva. C‘e’ chi, come lui, lavora per lo sfascio e chi, come il Governo, per tutelare insieme salute e occupazione”, afferma De Vincenti.

CAUSA-EFFETTO TRA EMISSIONI INDUSTRIALI E DANNO SALUTE

Il decreto varato dal governo (oggi legge) prevede che le eventuali modifiche al piano ambientale vengano valutate prima del piano industriale ed economico, che dovrà essere adeguato alle eventuali richieste degli esperti.

Le due cordate per Ilva attualmente in lizza fanno capo una a Cassa Depositi e Prestiti con il gruppo siderurgico Arvedi e la Delfin, la holding finanziaria della famiglia Del Vecchio, l‘altra al tandem composto dalla franco-indiana Arcelor Mittal e dal Gruppo Marcegaglia.

Nelle scorse settimane alcuni media hanno scritto di un possibile interesse del gruppo indiano Jsw Steel, che potrebbe partecipare alla cordata di Cdp. Una fonte di Jsw non ha né confermato né smentito, spiegando che l‘azienda “verifica regolarmente opportunità”.

Una fonte italiana a conoscenza del dossier ha invece detto a Reuters che non è escluso che le due cordate possano alla fine allearsi.

Lo studio pubblicato oggi dalla Regione indica che “l‘andamento della mortalità ha seguito in modo speculare l‘andamento della produttività (dell‘Ilva) e l‘inquinamento nei quartieri Tamburi e Borgo” di Taranto, con il declino del 2009, l‘aumento tra il 2010 e il 2012, il nuovo declino nel 2013-2014.

Tra i dati segnalati, il 24% in più di ricoveri per malattie respiratorie dei bambini residenti nel quartiere Tamburi, il 26% del quartiere Paolo VI; l‘aumento del 4% in più di mortalità per l‘esposizione alle polveri industriali, del 9% per effetto dell‘anidride solforosa.

(Giancarlo Navach)

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