15 settembre 2016 / 14:27 / un anno fa

Pd lavora a exit strategy su Italicum

ROMA (Reuters) - Dopo la disponibilità ribadita anche stamani dal premier Matteo Renzi a modificare la legge elettorale, il Pd sta valutando la possibilità di presentare la settimana prossima una mozione su come cambiare l‘Italicum, in vigore solo da due mesi.

Pd lavora a exit strategy su Italicum , 2016. REUTERS/Remo Casilli/File Photo

L‘occasione, mercoledì 21 settembre, è la discussione in aula a Montecitorio di una mozione di Sinistra Italiana che chiede di cambiare la legge, in vista del giudizio della Corte Costituzionale, che il 4 ottobre terrà un‘udienza sulle eccezioni di incostituzionalità presentate da almeno due tribunali.

“E’ un‘ipotesi”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, alla domanda di Reuters se il partito di Renzi è orientato a presentare una propria mozione.

Il 20 settembre, alla vigilia della discussione, è prevista una riunione dei gruppi parlamentari democratici.

La legge non piace a una parte della stessa maggioranza che l‘ha approvata con voto di fiducia e, secondo i sondaggi, potrebbe favorire una vittoria del Movimento Cinque Stelle alle prossime elezioni.

Ma il capogruppo del Pd ha anche detto che ogni eventuale modifica al sistema elettorale potrebbe avvenire soltanto dopo il referendum costituzionale di fine novembre o inizio dicembre. Renzi ha annunciato oggi che il Consiglio dei ministri del 26 deciderà la data della consultazione.

L‘Italicum vale solo per la Camera, dato che la riforma costituzionale ha trasformato di fatto il Senato in una camera composta da rappresentanti delle regioni non eletti direttamente.

La legge prevede tra l‘altro un consistente premio di maggioranza per il partito che raccoglie il 40% al primo turno, altrimenti il ricorso al ballottaggio tra i primi due partiti.

In Parlamento procede dopo la pausa estiva la discussione “ufficiosa” sulle possibili modifiche all‘Italicum.

Un senatore di Ala (il gruppo dell‘ex coordinatore di Forza Italia Denis Verdini, che spesso sostiene il governo) dice che si discute della possibile introduzione dell‘apparentamento tra liste, cioè dell‘introduzione di un meccanismo che renderebbe possibili alleanze all‘eventuale ballottaggio. La legge attualmente prevede invece che corrano solo singole liste o partiti. Ma per il momento, precisa il senatore, non ci sarebbero stati contatti tra gruppi.

Un parlamentare Pd esperto di Italicum ipotizza che le modifiche potrebbero riguardare sia l‘apparentamento che il divieto di presentare lo stesso candidato in più collegi.

Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra Italiana alla Camera e primo firmatario della mozione del suo partito, ha bollato l‘apertura di Renzi come “un modo per muovere le acque e stemperare un clima che lui stesso ha creato”, e chiede di rivedere tutti i principali punti dell‘Italicum: premio di maggioranza, ballottaggio, soglie di accesso, capilista bloccati, pluricandidature.

Il M5s, ufficialmente favorevole a un sistema proporzionale, dice di non essere interessato a eventuali modifiche, mentre Forza Italia ha rimandato la discussione a dopo il referendum.

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