13 settembre 2016 / 17:01 / in un anno

Padoan ammette: Pil cresce meno di attese. Stima 2016 verso +0,8/0,9%

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. REUTERS/Francois Lenoir

ROMA/MILANO (Reuters) - A poco più di un mese dal varo della manovra, il governo prende atto che l‘economia italiana cresce meno delle attese ed è pertanto diventato più difficile trovare le risorse necessarie a ridurre le tasse su lavoratori e imprese.

“Le previsioni saranno riviste al ribasso anche nei dati che il governo rilascerà a breve”, annuncia a Euromoney Italia il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan.

L‘annuncio ha innescato reazioni polemiche tra le opposizioni, inducendo il premier Matteo Renzi ad intervenire a difesa dell‘esecutivo. “Noi diciamo la verità: i dati sono tornati positivi ma ancora non vanno alla velocità che vorremmo”.

Il governo aggiornerà il quadro macroeconomico e i principali target di finanza pubblica al più tardi il 27 settembre, quando dovrà essere presentata in Parlamento la Nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza.

La legge di Bilancio vedrà la luce entro il 20 ottobre.

Secondo quanto riferisce una fonte governativa, la stima di crescita dovrebbe essere ridotta quest‘anno da +1,2% a +0,8/+0,9%, praticamente la stessa performance con cui l‘Italia ha chiuso il 2015.

L‘indebitamento netto dovrebbe essere lievemente innalzato, dal 2,3% del Pil indicato a metà aprile a quota 2,4%, come ha già lasciato intendere Renzi giovedì 6 settembre, mentre è sempre più a rischio l‘obiettivo di un rapporto debito/Pil in lieve calo rispetto al 132,7% del 2015.

Il 2017 non offre molti margini: il Pil dovrebbe essere fissato a +1/+1,1% a fronte della precedente stima di +1,4%, dice la fonte.

Il vecchio target di deficit/Pil è 1,8% e comprende un margine di 0,4 punti rispetto ad un livello tendenziale di 1,4%.

Padoan ha garantito che il deficit tornerà a scendere l‘anno prossimo, ma la fonte spiega che nel governo c‘è chi spinge perché l‘obiettivo programmatico sia alla fine portato oltre il 2,4% atteso quest‘anno.

Bisognerà naturalmente vedere come andranno i negoziati con la Commissione europea.

L‘Italia ha già ottenuto di poter aumentare il deficit del 2016 di circa un punto di Pil, appellandosi soprattutto alle clausole su riforme strutturali e investimenti pubblici.

A margine dell‘Ecofin di Bratislava, sabato 10 settembre, Padoan ha riconosciuto che al momento non è prevista nessuna estensione della flessibilità al 2017 e agli anni successivi.

L‘esecutivo può comunque appellarsi alla clausola sugli eventi eccezionali, alla luce del terremoto che ha devastato il Centro Italia uccidendo quasi 300 persone.

La manovra di bilancio avrà un valore compreso tra 20 e 30 miliardi, secondo la fonte.

Il grosso delle risorse servirà ad eliminare gli aumenti di Iva e accise posti a salvaguardia degli obiettivi di finanza pubblica, le cosiddette clausole di salvaguardia.

(Giuseppe Fonte, Luca Trogni)

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