9 settembre 2016 / 14:52 / in un anno

Regeni, incontro "proficuo" tra investigatori italiani ed egiziani

ROMA (Reuters) - E’ stato “proficuo” l‘incontro degli ultimi due giorni a Roma tra gli investigatori italiani ed egiziani sul caso di Giulio Regeni, il dottorando 28enne scomparso al Cairo lo scorso 25 gennaio e il cui cadavere fu ritrovato alcuni giorni dopo con evidenti segni di tortura.

Regeni, incontro "proficuo" tra investigatori italiani ed egiziani REUTERS/Staff/File Photo

“Il terzo appuntamento è servito per un proficuo confronto sugli elementi sin qui raccolti dai due uffici”, si legge in un comunicato congiunto diffuso al termine dell‘incontro tra le due delegazioni, quella egiziana guidata dal procuratore generale Nabeel Sadek e quella italiana, con a capo Giuseppe Pignatone.

Nel corso dell‘incontro, per la prima volta gli egiziani hanno detto che la polizia del Cairo il 7 gennaio aveva ricevuto un esposto su Regeni “dal capo del sindacato indipendente dei rivenditori ambulanti”, a seguito del quale erano stati condotti degli accertamenti, cessati dopo tre giorni perché “non è stata riscontrata alcuna attività di interesse per la sicurezza nazionale”.

Sadek ha consegnato agli investigatori italiani, dopo mesi di richieste, “l‘ampia, completa e approfondita relazione sull‘esame del traffico delle celle che coprono l‘area della zona della scomparsa e del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni”.

Per quanto riguarda i video della metropolitana, anche questi oggetto di diverse sollecitazioni da parte dei magistrati italiani, resta invece “il comune impegno a superare gli ostacoli tecnici che sinora hanno impedito di completare l‘accertamento”, spiega la nota.

Il procuratore generale egiziano si è detto disponibile a incontrare a breve, a Roma, i genitori di Regeni.

Nei mesi scorsi l‘Italia ha ripetutamente lamentato la mancanza di cooperazione delle autorità egiziane nel ricercare i responsabili dell‘omicidio, tanto da richiamare, ad aprile, l‘ambasciatore per consultazioni.

I funzionari egiziani hanno sempre negato con forza qualsiasi coinvolgimento nella morte di Regeni. Subito dopo il ritrovamento del suo cadavere, la polizia suggerì che potesse essere stato vittima di un incidente d‘auto.

Settimane dopo le autorità egiziane dissero che lo studente italiano poteva essere stato ucciso da una banda di criminali travestiti da poliziotti, come avrebbe provato il ritrovamento dei suoi documenti in un‘abitazione a loro collegata.

Proprio riguardo a quest‘ultima ipotesi, nella nota si legge che “la procura generale d‘Egitto ritiene che allo stato delle indagini vi siano solo deboli indizi di un collegamento tra i cinque componenti la banda poi uccisi e il sequestro e l‘uccisione di Regeni”.

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