2 settembre 2016 / 08:07 / un anno fa

Italia, Pil secondo trimestre resta a zero, domanda interna al palo

ROMA, 2 settembre (Reuters) - È stato l‘andamento debole della domanda interna ad azzerare la crescita italiana nel secondo trimestre, come conferma la seconda lettura dei dati sul Pil diffusi oggi dall‘Istat.

Operai sulle impalcature di un palazzo in ristrutturazione, a Milano. REUTERS/ Stefano Rellandini

Su base congiunturale il Pil italiano segna dunque una battuta d‘arresto dopo cinque trimestri di espansione che, per quanto modesta, ha comunque permesso al Paese di chiudere il 2015 con una crescita dello 0,8% dopo un triennio di recessione.

Secondo una fonte, nei giorni scorsi il Tesoro aveva ipotizzato una revisione al rialzo del dato preliminare, sulla base del buon andamento del fatturato del settore servizi; sulla stessa linea si era espresso ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

“I consumi nazionali sono stazionari in termini congiunturali (...), mentre gli investimenti fissi lordi hanno registrato una flessione dello 0,3%”, si legge nella nota dell‘Istat, che ha fornito oggi lo spaccato del Pil del secondo trimestre. Alla variazione di quest‘ultimo, segnala l‘Istat, hanno fornito un contributo nullo sia i consumi delle famiglie sia gli investimenti fissi.

“La domanda interna, che finora era stata il motore della timida ripresa italiana, ora non contribuisce più alla crescita trimestrale”, commenta l‘economista di Ing Paolo Pizzoli. “A questo punto credo che proprio qui si concentrerà lo stimolo previsto dalla prossima manovra del governo”.

Un piccola revisione al rialzo ha invece interessato il dato tendenziale sul Pil del secondo trimestre, a +0,8% rispetto a +0,7% della stima flash, contro il +1% del trimestre precedente.

“Si sta creando una situazione di incertezza che, a differenza dei trimestri precedenti, non permette di tradurre in consumi la ripresa del reddito disponibile; tra le cause c‘è la Brexit e soprattutto il successivo nervosismo sui mercati” commenta l‘economista di Unicredit Loredana Federico. “Lo stesso per gli investimenti; le aziende restano prudenti, a causa di una situazione di incertezza in questo caso legata più che altro al contesto internazionale”.

CRESCITA VISTA ANCORA FERMA IN TRIM3 E TRIM4

Anche alla luce del peggioramento mostrato dagli ultimi indicatori congiunturali, gli economisti segnalano il rischio di una persistenza della debolezza delle componenti della domanda interna; in questo quadro difficilmente il Pil italiano riuscirà a discostarsi molto dagli attuali livelli di crescita zero nel terzo e quarto trimestre, mentre l‘appuntamento con tassi più sostenuti è rimandato all‘inizio dell‘anno prossimo.

Per il 2016 la crescita acquisita del Pil è dello +0,7%, ha reso noto stamane l‘Istat.

Ricordando proprio questo dato, durante il suo intervento odierno al workshop Ambrosetti di Cernobbio, Renzi ha comunque affermato che per l‘Italia il 2016 sarà meglio del 2015.

Il governo ha per ora un previsione di crescita ancora ferma all‘1,2% per il 2016; scontata una revisione al ribasso, che potrebbe arrivare già questo mese.

-- Ha contribuito Antonella Cinelli

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