23 agosto 2016 / 13:37 / in un anno

Ue, M5s: "imperativo" referendum su permanenza Italia in zona euro

ROMA (Reuters) - Un referendum per far scegliere agli italiani se restare nella zona euro. L’“urgenza” di tale iniziativa è ribadita stamani dal Movimento 5 Stelle in un post pubblicato sul blog del leader, Beppe Grillo.

“Oggi chi si ostina a difendere la moneta unica è il più grande anti-europeista della storia. Il Movimento 5 Stelle conferma la sua posizione: è imperativo far scegliere al popolo sovrano - all‘intero popolo italiano - il destino del progetto euro attraverso lo strumento referendario”, si legge nel testo che prende spunto dalle recenti affermazioni di Joseph Stiglitz, premio Nobel per l‘economia, secondo il quale “nelle democrazie dell‘Eurozona, l‘ostilità verso la moneta unica sta degenerando in un‘ostilità verso il più vasto progetto dell‘Europa Unita e dei suoi valori costituenti”.

Il post sottolinea i vantaggi arrivati con la moneta unica alla bilancia commerciale tedesca, grazie al tasso di cambio, a fronte delle penalizzazioni subite dai paesi periferici ai quali ”vengono imposti abbattimenti dei salari tramite le riforme“; nel testo si attacca poi il governo italiano che ”si è abbondantemente dimostrato incapace di cambiare marcia a livello europeo.

“Questo impoverimento del ceto medio pilotato da Bruxelles e Francoforte, assieme all‘incapacità di risolvere il problema migrazione e sicurezza, sta pericolosamente veicolando consenso verso gli estremismi politici”, dicono i 5 Stelle, che concludono: “Parlare di euro, di soluzioni alternative e in generale il prepararsi tecnicamente all‘uscita dalla moneta unica non deve essere considerato come un atto sovversivo, ma di responsabilità politica”.

All‘indomani del voto con il quale i cittadini britannici hanno votato per la Brexit, il M5s ha fatto sapere di avere raccolto le firme per far approvare una legge costituzionale che consenta poi di indire un referendum consultivo sull‘uscita dall‘euro.

M5s ha ricordato in quella occasione che per poter indire la consultazione è necessario approvare una legge costituzionale ‘ad hoc’ come già avvenuto nel 1989, quando si richiese agli italiani se volevano dare o meno facoltà costituente all‘Unione Europea.

Le firme richieste sono almeno 50.000. Il Parlamento non è però obbligato a esaminare le proposte di legge di iniziativa popolare e la maggioranza di governo, specie dopo la Brexit, non appare disponibile a sostenere la consultazione, secondo fonti dell‘esecutivo.

Sempre nel dopo Brexit, Matteo Salvini ha detto che la Lega sta preparando una raccolta firme per una legge che cambi la Costituzione consentendo agli italiani di votare sui temi europei.

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