11 agosto 2016 / 15:03 / in un anno

INTERVISTA - S&P: Italia, nessun rischio downgrade in caso salvataggio banche

MILANO (Reuters) - Il rating sovrano dell‘Italia non sarebbe a rischio di downgrade nel caso il governo dovesse seguire la strada di un intervento pubblico per risolvere le difficoltà del settore bancario.

Italy's Prime Minister Matteo Renzi (L) looks on next Finance minister Pier Carlo Padoan during a confidence vote at the Senate in Rome February 24, 2014. Renzi faces his first test before a fractious national parliament on Monday when he goes to the Senate to put flesh on ambitious reform plans and seeks to win a confidence vote in his newly installed government. REUTERS/Tony Gentile (ITALY - Tags: POLITICS)

Lo dice il responsabile rating sovrani dell‘agenzia, Moritz Kraemer, aggiungendo che neanche il referendum costituzionale del prossimo autunno dovrebbe avere grande impatto.

Nonostante circolino diverse stime sul costo di un intervento di salvataggio di Mps e di altre banche in difficoltà, Kraemer sostiene che sarebbe comunque gestibile nell‘ambito del già elevato debito pubblico del paese.

“In termini di rating sovrano dell‘Italia un bailout delle banche sarebbe incrementale. Lo Stato ha già un debito di 2.000 miliardi e non sarà questo a far affondare la barca” dice Kraemer in un‘intervista a Reuters. “Non credo che ciò sia sufficiente per fare la differenza (sul rating)”.

S&P ha al momento un valutazione BBB- sull‘Italia (con outlook stabile), l‘ultimo gradino dell’‘investment grade’ e la più bassa tra quelle delle quattro agenzie seguite dalla Bce.

In base al calendario ufficiale, S&P tornerà a esprimersi sul rating sovrano del paese il prossimo 11 novembre.

Passando ai temi politici l‘analista invita gli investitori a non eccitarsi eccessivamente rispetto al referendum costituzionale, nonostante al suo esito sia legato il destino del governo Renzi.

A differenza di quanti ha recentemente comunicato Dbrs, che ha messo sotto osservazione la valutazione sull‘Italia, Kraemer ha spiegato che il referendum italiano non sarà così importante come quello recente sulla Brexit, che ha portato l‘agenzia a tagliare di due notch il rating del Regno Unito.

“(Gli italiani) non stanno decidendo se cambiare tutto. Nel peggiore dei casi vanno avanti con quello che già c‘è, e non è neanche una cosa irreversibile” sottolinea Kraemer, aggiungendo che il rating di S&P sull‘Italia ha “margini per delusioni”.

“Sul Regno Unito siamo stati chiarissimi, se ci fosse stato un voto per la Brexit il rating sarebbe sceso. Se sapessimo con certezza che metteremmo un outlook negativo sull‘Italia, avremmo pubblicato l‘informazione” ha concluso.

(John Geddie, Marc Jones)

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