10 agosto 2016 / 15:13 / in un anno

Forze speciali italiane presenti in Libia a supporto di milizie e Usa

Membri delle milizie libiche che sostengono il governo di Tripoli impegnate in una battaglia contro Stato Islamico a Sirte. Foto del 15 luglio scorso. REUTERS/Goran Tomasevic/File Photo

ROMA (Reuters) - L‘Italia ha inviato in Libia “alcune decine” di membri di corpi militari d‘élite, incaricati di servizi di intelligence e di sostegno alle milizie fedeli al governo riconosciuto dall‘Onu e ai paesi alleati impegnati nella lotta contro Stato Islamico, come gli Stati Uniti.

Lo ha detto a Reuters una fonte a conoscenza del dossier, spiegando che la notizia è contenuta in un‘informativa “di poche righe” trasmessa la settimana scorsa dal governo al Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti.

Il sito online Huffington Post ha dato per primo oggi la notizia dell‘esistenza di tale documento.

Rispondendo alla richiesta di commentare la notizia il presidente del Copasir, il senatore della Lega Nord Giacomo Stucchi, ha detto: “Non penso sia il caso di commentare una notizia inesatta”, senza fornire altri dettagli.

Secondo la fonte sentita da Reuters, i militari italiani non sono impegnati direttamente in azioni di combattimento ma addestrano le forze locali impegnate contro Stato Islamico, che controlla una parte del territorio libico, in particolare nella regione della Sirte, e combatte contro il governo guidato da Fayez Serraj.

In un‘intervista pubblicata oggi dal “Corriere della Sera”, Serraj ha chiesto l‘aiuto dell‘Italia, sia sul piano sanitario e umanitario sia per la fornitura di materiali come giubbotti, e ha caldeggiato la concessione dell‘uso della base militare di Sigonella agli Stati Uniti per i loro raid aerei.

Secondo il quotidiano “La Repubblica”, che cita alcuni comandanti libici, le forze speciali italiane sono attualmente a Misurata e addestrano le milizie alla rimozione delle mine.

La fonte ha detto che la presenza delle forze speciali è autorizzata dal decreto sulle missioni militari internazionali approvato nel novembre 2015 dal Parlamento, che prevede “in situazioni di crisi o di emergenza all‘estero che coinvolgano aspetti di sicurezza nazionale o per la protezione di cittadini italiani all‘estero” l‘invio di “assetti della difesa”.

I militari italiani, che rispondono direttamente a Palazzo Chigi, possono anche intervenire per la liberazione di eventuali ostaggi, ha detto la fonte.

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