2 agosto 2016 / 15:29 / in un anno

Erdogan: a rischio rapporti Italia per indagine su figlio. Renzi: giudici seguono Carta

ROMA (Reuters) - La magistratura italiana è autonoma e risponde alla Carta costituzionale e non al presidente turco, Tayyip Erdogan.

Con questa dichiarazione, il premier Matteo Renzi, replica duramente a Erdogan che in una intervista con Rainews24 ha ammonito che l‘indagine aperta in Italia nei confronti di suo figlio Bilal potrebbe mettere a rischio le relazioni tra i due Paesi.

“In Italia c‘è una magistratura autonoma e indipendente che agisce secondo le leggi e che combatte tutte le forme di illegalità. I giudici rispondono alla Costituzione italiana e non al Presidente turco. Chiamiamo questo sistema ”Stato di diritto“ e ne siamo orgogliosi”, afferma Renzi.

“Se mio figlio tornasse in Italia potrebbe essere arrestato perché c‘è una inchiesta aperta nei suoi confronti”, ha detto Erdogan alla Rai. “Perché? Non c‘è una risposta. E quando tu chiedi perché, non ti rispondono. Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk [Partito dei lavoratori del Kurdistan]. Perché non intervengono? E’ questo lo stato di diritto?”.

“La sua vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l‘Italia”, ha aggiunto il leader turco.

Decisa anche la reazione della Farnesina, secondo cui la magistratura e le forze dell‘ordine italiane sono impegnate nel contrasto alla mafia “e non hanno certo bisogno per farlo dell‘incoraggiamento da parte di alcuno”.

Quanto ai rapporti tra Europa e Turchia, il ministero degli Esteri ribadisce “la ferma condanna del tentativo di colpo di stato del 15 luglio e conferma la preoccupazione comune all‘intera Europa per gli accadimenti in corso”.

Dopo il tentativo di golpe, sono oltre 60.000 le persone arrestate, sospese o licenziate nell‘ambito del “ripulisti” ordinato da Erdogan, una stretta di vite criticata dalla Ue.

Secondo una fonte legale, la procura di Bologna continua ad indagare su Bilal Erdogan, accusato di riciclaggio dopo un esposto presentato da Murat Hakan Huzan, oppositore politico del padre. Il gip di Bologna, in un‘udienza del 20 luglio, ha concesso ai pm titolari dell‘indagine la proroga delle indagini di altri sei mesi, proroga a cui si era opposto il difensore Giovanni Trombini.

Trombini, sentito da Reuters, ha detto che il suo assistito si ritiene “estraneo a qualsivoglia ipotesi delittuosa, ed in particolare ad ipotesi di riciclaggio, e che ogni sua attività economica e finanziaria è assolutamente trasparente, legale, e che le accuse sono completamente infondate”.

Bilal Erdogan si trovava a Bologna per completare gli studi ma da tempo è rientrato in Turchia.

Il suo avvocato si è riservato di ricorrere in Cassazione contro la decisione del gip di Bologna ritenendo che le indagini svolte siano sufficienti e che da queste non emerga alcuna prova a sostegno della ipotesi accusatoria.

“Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro. Che si occupino di mafia in Italia e non di mio figlio”, ha concluso Erdogan nell‘intervista.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below