1 agosto 2016 / 15:38 / un anno fa

Oliveti: Non c'è redditività per le Casse se Atlante compra Npl al 33%

ROMA (Reuters) - Le casse di previdenza non vedono possibilità di redditività nell‘investire nel fondo Atlante, se questo comprerà al 33% del nominale le sofferenze del Monte dei Paschi di Siena.

Lo spiega in una intervista a Reuters il presidente dell‘associazione degli enti, Adepp, che già prima che si conoscessero le condizioni del piano di ristrutturazione della banca senese, avevano deliberato nell‘assemblea associativa quali fossero i confini del loro possibile intervento.

“I miei tecnici mi dicono che al 33% non c‘è possibilità di redditività”, dice Alberto Oliveti.

“Non vogliamo fare i falchi ma neanche i tordi”, aggiunge.

Mps ha varato in extremis un piano, approvato da Ue e Bce, che prevede la cessione di 27 miliardi di sofferenze lorde, a un valore del 33%, liberando i bilanci di Siena del maggiore ostacolo alla redditività. Questa operazione vede Atlante comprare la tranche mezzanina per 1,6 miliardi, per cui il fondo sta cercando risorse aggiuntive al 1,7 che ha ancora a disposizione. L‘operazione determinerà per Siena la necessità di un aumento da 5 miliardi di euro.

La questione è che le casse svolgono un ruolo di rango costituzionale, raccogliendo dagli iscritti - medici, liberi professionisti, commercialisti, giornalisti - i contributi obbligatori per il primo pilastro previdenziale.

“Come Casse previdenziali abbiamo quasi 80 miliardi, che però non sono risparmi ma i contributi obbligatori per la pensione. Dobbiamo avere una legittima e ragionevole aspettativa di redditività”, spiega il presidente dell‘Adepp che è medico e presidente dell‘Enpam, ente di categoria di medici e odontoiatri.

Sulle Casse previdenziali grava una aliquota sul rendimento degli investimenti pari al 26%. I Fondi pensione hanno un‘aliquota del 20%.

Secondo una fonte che segue il dossier per alzare la redditività dell‘investimento delle Casse si è pensato in ipotesi circolate al MEF di esentare la tassazione sulla parte degli investimenti che sono finalizzati a sostenere l‘economia reale.

“Prima di tutto aspettiamo che il Mef, con il ministero del Lavoro, chiariscano questioni fondamentali di metodo, senza le quali non possiamo neanche valutare il merito”, dice Oliveti, sottolineando che proprio nella delibera dell‘assemblea della scorsa settimana erano chiari in vincoli all‘impegno politico che le Casse avevano preso.

“Ci devono dire che siamo fondazioni di diritto privato che svolgono una funzione di interesse pubblico, poi il Mef ci deve dire che investire in Fondi di investimento alternativi e in particolare in Npl è cosa auspicata nell‘interesse collettivo”, spiega Oliveti.

“Infine deve essere garantita autonomia alla nostra autoregolamentazione. Chi ci vigila entra sempre più nelle nostre scelte operative, non era questo lo spirito della legge di privatizzazione”, aggiunge.

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