27 luglio 2016 / 05:36 / un anno fa

Mps, Ue prepara la procedura di risoluzione

Il logo di Monte dei Paschi di Siena nella città toscana. REUTERS/Giampiero Sposito/File Photo

BRUXELLES (Reuters) - Le autorità europee stanno preparando un piano d‘emergenza per gestire il primo possibile caso di risoluzione bancaria qualora Banca Monte dei Paschi dovesse fallire gli stress test venerdì e non fosse percorribile la strada dell‘intervento privato o pubblico, secondo quanto riferisce una fonte comunitaria a Reuters.

L‘Eba annuncerà venerdì 29 i risultati dell‘esercizio che punta a misurare la solidità degli istituti di credito europei e le autorità europee, dice la fonte, temono che Mps, la terza banca italiana per asset, sia giudicata priva del capitale necessario a far fronte alle ipotesi di scenario avverso.

Tuttavia, la risoluzione della banca è per il momento solo uno scenario teorico. In base alle regole europee i depositi fino a 100.000 euro sono protetti in caso di fallimento di una banca.

Il Monte dei Paschi e la Banca d‘Italia non sono stati immediatamente disponibili per un commento.

Un autorevole esponente del governo italiano ha escluso l‘ipotesi di un fallimento della banca toscana.

“Non esiste nel modo più assoluto la risoluzione”, ha detto a Reuters.

Un‘altra fonte ha detto che Monte dei Paschi sta lavorando a una ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro nel quadro di un piano di ristrutturazione del proprio bilancio. L‘istituto di Siena sta cercando di mettere a punto un consorzio di garanzia entro venerdì.

Sempre entro il 29 il Monte spera di ottenere il via libera della vigilanza europea a un piano di smaltimento delle sofferenze.

Trovare una soluzione al fardello dei non performing loan renderebbe più facile per la banca raccogliere capitale sul mercato, grazie anche al supporto del governo che in questi giorni è sceso in campo per assicurare la partecipazione di investitori privati in misura sufficiente ad evitare un salvataggio pubblico.

“Confidiamo in una soluzione di mercato. L‘obiettivo, che crediamo sia raggiungibile, è che ci sia una soluzione di mercato che coinvolga in una prima fase un alleggerimento delle sofferenze e in una seconda fase la ricapitalizzazione”, ha detto Yoram Gutgeld, consigliere economico del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

In ogni caso il Single resolution board (Srb), l‘organismo incaricato di gestire le crisi bancarie, in via precauzionale punta a garantire che tutto sia pronto nel caso Mps finisca in risoluzione, spiega la fonte stressando il fatto che al momento si parla solo di scenari teorici. “Temiamo l‘impatto di un risultato negativo allo stress test, specialmente per Mps”, dice.

La fonte spiega che lo staff europeo sta allestendo una piattaforma per comunicazioni elettroniche sicure, essenziale per lo scambio di informazioni e documenti nel caso parta la procedura di risoluzione.

“Non commentiamo su casi specifici e siamo in ogni caso pronti per un intervento di risoluzione, in qualsiasi Stato membro”, ha detto una portavoce della Srb.

LA RICERCA DI UNA SOLUZIONE

Il governo italiano lavora ancora a una ricapitalizzazione del Monte con risorse private per coprire il possibile ‘shortfall’ derivante dagli stress test.

Nel caso la risposta dei privati fosse insufficiente, il governo prepara forme di intervento pubblico che però, secondo le regole comunitarie, avrebbero come la conseguenza l‘imposizione di perdite ad azionisti e creditori di Mps (il bail in), un vero problema per Renzi dato che in Italia le obbligazioni bancarie sono in portafoglio anche a clienti retail e risparmiatori.

Le regole europee ammettono in circostanze eccezionali deroghe al bail in ma la Commissione europea, che è incaricata di far rispettare i Trattati, ha mostrato finora di voler concedere pochi margini all‘esecutivo italiano.

Bruxelles non si oppone a forme di compensazione per piccoli investitori che hanno comprato prodotti finanziari senza essere del tutto consapevoli dei rischi cui andavano incontro.

Va detto tuttavia che un salvataggio pubblico colpirebbe comunque i creditori subordinati. Tra questi ci sono anche molti risparmiatori, a pochi mesi dal referendum sulla riforma costituzionale all‘esito del quale Renzi ha legato il suo futuro politico.

“Se la Commissione europea non concede margini, e se il governo italiano rifiuta qualsiasi ipotesi di bail in, l‘alternativa è la risoluzione o la liquidazione piena”, dice una seconda fonte comunitaria.

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