19 luglio 2016 / 09:57 / in un anno

Banche,bail-in investitori junior non è prerequisito per salvataggio pubblico

BRUXELLES (Reuters) - Secondo la Corte Ue, gli Stati membri non sono obbligati a far pesare i costi del salvataggio di una banca su azionisti e creditori subordinati prima di un intervento pubblico.

Banche,bail-in investitori junior non è prerequisito per salvataggio pubblico REUTERS/Kai Pfaffenbach/File Photo

L‘imposizione di perdite prima del bailout è considerata legale dalla Corte del Lussemburgo in una sentenza sollecitata dalle autorità slovene, secondo una nota della Corte.

Le regole non sono però vincolanti, secondo la Corte che pone alcuni limiti ai poteri antitrust della Commissione Ue mentre continuano le voci di un possibile bailout in Italia.

La Commissione potrebbe infatti aprire una inchiesta formale per stabilire se uno Stato ha infranto le norme sulla concorrenza non imponendo perdite a creditori subordinati.

... “gli Stati membri conservano la facoltà di notificare alla Commissione progetti di aiuto di Stato che non soddisfano i criteri previsti da detta comunicazione e la Commissione può autorizzare progetti siffatti in circostanze eccezionali. Ne consegue che la comunicazione sul settore bancario non è idonea a creare obblighi autonomi in capo agli Stati membri e non ha pertanto effetti vincolanti nei loro confronti”.

Il commissario Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha detto che la decisione della corte non avrà conseguenze sui colloqui in corso con l‘Italia per un piano di salvataggio delle banche.

Le banche italiane, che lottano da anni con il problema dei Npl, hanno visto aumentare la pressione dopo l‘esito del referendum sulla Brexit. Anche in vista dei risultati degli stress test, Roma ha aumentato gli sforzi per avere il via libera europeo a un salvataggio pubblico.

La reazione dei titoli bancari italiani alla sentenza non è positiva. Mps (BMPS.MI) è uno dei titoli peggiori del listino principali e alle 15,15 cede, dopo un buon avvio, il 6% a 0,3137 euro. Tutti i bancari italiani si sono girati in negativo dopo l‘annuncio della sentenza. Mps è ovviamente nel mirino dopo la lettera della Bce di fine giugno sulle sofferenze e alla luce delle negoziazioni tra governo e Ue in corso.

Tesoro e Bankitalia non hanno commentato.

La decisione di oggi, su un caso avanzato da investitori che avevano visto azzerati i loro investimenti nel salvataggio di banche slovene nel 2013, è cruciale per capire come le nuove regole saranno implementate.

Mentre i giudici di Lussemburgo hanno reso chiaro che imporre queste perdite è legale, sembra che non richiedano che questo accada automaticamente.

Una portavoce della Commissione osserva che la corte ha “specificatamente confermato che la Commissione è giustificata nell‘introduzione del principio del burden-sharing come condizione chiave per approvare l‘aiuto”.

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