13 luglio 2016 / 15:32 / in un anno

Immobiliare, Nomisma vede aumento transazioni, ma prezzi in rialzo solo da 2018

MILANO (Reuters) - Nomisma vede per i prossimi anni un aumento delle compravendite residenziali, anche se i prezzi - pur a un ritmo sempre più contenuto - continueranno a scendere fino al 2017.

E’ quanto emerge dal secondo osservatorio immobiliare 2016, presentato oggi.

Nel dettaglio Nomisma vede il numero delle compravendite residenziali crescere dalle 444.636 transazioni del 2015 a 478.425 nell‘anno in corso, a 516.309 mila nel 2017 e a oltre 552.000 nel 2018.

La ripresa del mercato non si rifletterà immediatamente nei prezzi e solo nel 2018 si assisterà a un‘inversione di tendenza. Per quanto riguarda 13 grandi città, Nomisma prevede per le abitazioni un calo dei prezzi dell‘1,4% nel 2016 e dello 0,1% nel 2017, mentre nel 2018 saliranno dello 0,9%. Per quanto riguarda gli uffici è previsto un calo del 2% quest‘anno, dello 0,8% nel 2017 e un lieve aumento dello 0,1% nel 2018.

A fianco dell‘aumento delle compravendite dovrebbe aumentare le nuove erogazioni di mutui alle famiglie, anche al netto di surroge e sostituzioni: dalle 29.532 del 2015 potrebbero salire a 33.277 nel 2016, a 39.495 nel 2017 e 45.027 nel 2018.

Nonostante l‘aumento dei mutui, Nomisma mette in evidenza ancora le carenze sul fronte del credito.

“Ad impedire la concretizzazione del vasto interesse latente e manifesto, oltre ai timori di precarietà reddituale futura e ad una dotazione di capitale proprio iniziale spesso insufficiente, contribuisce un atteggiamento del settore bancario che, al di là delle intenzioni, continua a risultare inadeguato rispetto alle esigenze di sostegno palesate dalla domanda”, spiega il rapporto.

Più in generale il rapporto Nomisma mette in evidenza come, anche a seguito del voto sulla Brexit, siano in parte peggiorate le aspettative sulla situazione economica futura, che hanno portato a una riduzione delle intenzioni di acquisto di abitazioni recentemente manifestate dalle famiglie italiane.

“La percezione di transitorietà dei fattori positivi che hanno accresciuto il reddito disponibile negli ultimi tempi induce, infatti, le famiglie a privilegiare un approccio ‘presentista’, rendendole al più disposte a cogliere la straordinaria opportunità rappresentata dagli irrisori tassi di interesse per rinegoziare il proprio mutuo o a rivolgersi al mercato delle riqualificazioni per interventi di manutenzione incentivati o non più rinviabili”, spiega il rapporto.

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