13 luglio 2016 / 10:47 / un anno fa

Scontro treni, 23 vittime accertate, polemiche su sicurezza

ROMA/BARI (Reuters) - Sono 23 i morti accertati dell‘incidente ferroviario avvenuto ieri in Puglia, ma il bilancio è destinato a salire. E intanto incalzano le polemiche sui ritardi nell‘ammodernamento della linea ferroviaria.

I soccorritori al lavoro tra i resti dei due treni che si sono scontrati tra Corato e Andria. REUTERS/Alessandro Garofalo

“Allo stato attuale ci sono 23 salme”, ha detto nel pomeriggio il procuratore facente funzione di Trani Francesco Giannella, aggiungendo che “22 sono identificate, e un uomo è facilmente riconoscibile ma non ancora identificato”.

Sono stati poi trovati resti umani quasi certamente appartenenti al macchinista che ancora si stava cercando, dicono gli inquirenti.

Risultano inoltre alcune denunce per altre persone, un dato che spiega perché da stamattina si parlasse di 27 morti, ha detto Giannella.

Dei 52 feriti, 8 restano in prognosi riservata, compreso un bimbo di sette anni.

La Procura di Trani indaga per disastro ferroviario e omicidio colposo plurimo, al momento ancora contro ignoti. Un pool di cinque magistrati, coadiuvato da Polfer e Fiamme gialle, lavorerà per accertare dinamica e responsabilità dell‘incidente avvenuto sulla tratta Andria-Corato della Ferrovia regionale Nord Barese, e per fare chiarezza sui ritardi nei lavori di ammodernamento.

Recuperate le scatole nere dei due treni, una delle quali è però inservibile, dicono gli inquirenti.

RITARDI DI ANNI NEI LAVORI

Intanto è polemica sulla sicurezza della linea interna Bari-Barletta, che si snoda per circa 70 chilometri attraverso l‘Alta Murgia e da 51 anni è gestita dalla società Ferrotramviaria Spa.

Ritardi rari, treni nuovi (i due coinvolti nello scontro erano del 2009 e 2012), pulizia, personale efficiente, mai un incidente fino a ieri, raccontano Ferrotramviaria e gli stessi utenti.

Ma per lo più la linea è ancora a binario unico con la circolazione affidata alle comunicazioni telefoniche tra capistazione, il cosiddetto ‘consenso telefonico’ considerato “maggiormente a rischio” rispetto ad altri sistemi, come ha spiegato Delrio.

Le risorse per il raddoppio dell‘intera linea, 180 milioni di euro di fondi europei alla Regione, sono stati stanziati nel 2009. I lavori sono stati appaltati da Ferrotramviaria: avrebbero dovuto iniziare nel gennaio 2013 con collaudo previsto entro l‘ottobre 2015, ma sulla tratta dell‘incidente non sono mai iniziati.

Il binario unico (che riguarda attualmente 2.700 chilometri di reti secondarie italiane) di per sé è sicuro in presenza di sistemi di automatizzazione. Che però sulla Bari-Barletta sono stati inseriti finora solo sulla tratta Bari-Ruvo di Puglia (circa 30 chilometri).

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, riferendo alla Camera, ha comunque sottolineato che con Ferrotramviaria c‘è sempre stata “una interlocuzione molto stretta e con controlli regolari senza aver mai dovuto annotare carenza di sorta”.

Il ministro ha annunciato lo stanziamento di 1,8 miliardi di euro a sostegno dell‘ammodernamento delle reti non di competenza nazionale. Ha inoltre ricordato che il nuovo piano industriale delle Fs prevede “lo sviluppo di supporto e assistenza alle linee concesse”.

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