12 luglio 2016 / 06:52 / un anno fa

Fmi chiede a Italia intervento rapido su sofferenze banche

MILANO (Reuters) - Un ritardo nell‘affrontare il nodo della qualità degli asset presenti nei bilanci delle banche graverebbe sulle prospettive dell‘economia italiana, con potenziali ripecussioni significative a livello regionale e mondiale, visto il peso “sistemico” dell‘Italia.

E’ l‘avvertimento contenuto nel report annuale stilato dal Fondo monetario internazionale prima che si materializzasse un altro rischio negativo, ovvero la Brexit, che ha costretto il Fmi a rivedere in senso peggiorativo le stime di crescita dell‘Italia per l‘anno in corso e per il 2017.

“Se i rischi al ribasso dovessero materializzarsi, le ripercussioni a livello regionale e globale potrebbero essere significative dato il peso sistemico dell‘Italia”, avverte il Fondo.

Nel documento il Fondo ripercorre i provvedimenti intrapresi dal governo per consolidare il settore bancario, dalla riforma della legge fallimentare a quella delle banche popolari, dal meccanismo di garanzia sulla cartolarizzazione dei crediti in sofferenza al Fondo Atlante, che ha sottoscritto gli aumenti di capitale di Popolare Vicenza e Veneto Banca.

Senza entrare nello specifico, il Fmi, accanto ad azioni per puntellare le singole banche, invita ad “utilizzare in maniera efficace il quadro di regole per la tempestiva risoluzione delle banche in dissesto”. In caso contrario, il rischio è quello di “esacerbare l‘incertezza e distruggere valore per le singole banche e il sistema nel complesso”.

“Per certo, a meno che i problemi relativi alla redditività e alla qualità degli asset vengano affrontati in maniera tempestiva i problemi persistenti degli istituti più deboli potrebbero pesare sull‘intero sistema”, sottolinea il Fmi.

La nuova direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, entrata in vigore in Italia dall‘inizio di quest‘anno ma che è stata usata come guida per la gestione del dissesto di quattro istituti di credito a novembre, limita l‘utilizzo di fondi pubblici e prevede prima, nell‘ordine, il contributo di azionisti, obbligazionisti, subordinati e senior, e dei grandi depositanti.

”Gli investitori retail probabilmente saranno colpiti in caso di future risoluzioni bancarie“, sottolinea il Fmi. Nei portafogli dei risparmiatori retail ci sono circa 200 miliardi di bond bancari e circa 30 miliardi di bond subordinati”, scrive il Fondo, e l‘esposizione del retail è relativamente più elevata rispetto a quella di altri Paesi.

“Le autorità italiane sono molto preoccupate degli effetti sociali e, potenzialmente, sulla fiducia delle risoluzioni, particolarmente per i contraccolpi seguiti alla limitata condivisione degli oneri nella risoluzione delle quattro banche”.

L‘Italia sta trattando con la Commissione Ue una qualche forma di sostegno pubblico per le banche più in difficoltà, per limitare il contributo dei risparmiatori ad eventuali salvataggi degli istituti di credito.

Secondo Rishi Goyal, a capo della squadra Fmi che si occupa dell‘Italia, la direttiva europea su bail-in e aiuti di Stato offre “adeguata flessibilità” per affrontare i problemi delle banche italiane.

(Elvira Pollina)

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