8 luglio 2016 / 16:06 / un anno fa

Banche, Corte Ue potrebbe aiutare posizione Italia su regole salvataggi

BRUXELLES (Reuters) - La Corte di Giustizia europea dirà probabilmente tra una decina di giorni che la Commissione europea non può usare le regole sugli aiuti di Stato per imporre perdite agli investitori privati nel caso di salvataggio di una banca, una decisione che potrebbe rafforzare la posizione dell‘Italia e di altri Paesi nelle trattative con Bruxelles.

Il caso è stato portato alla Corte da alcuni investitori seccati di aver visto sfumare i loro risparmi nel salvataggio di una banca slovena nel 2013.

Le norme Ue, adottate dopo la crisi finanziaria del 2007-08, impongono il coinvolgimento degli investitori privati nelle perdite nei cosiddetti casi di bail-in prima che le banche possano essere salvate con soldi pubblici. L‘obiettivo è evitare che gli istituti di credito si assumano rischi eccessivi.

L‘Italia sta negoziando con la Commissione un‘interpretzione più morbida delle regole che permettono allo Stato di partecipare alla ricapitalizzazione delle sue banche più deboli, compresa Mps, senza imporre perdite politicamente significative agli investitori privati.

La decisione della Corte europea del prossimo 19 luglio sarà guardata da vicino anche in Portogallo, dove il governo deve ricapitalizzare Caixa General de Depositos, la maggiore banca del Paese in mani pubbliche.

Una parte chiave della legislazione che regola i salvataggi bancari in Europa, la Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD), ha una clausola che permette agli Stati, in casi di serie difficoltà economiche, di iniettare soldi pubblici negli istituti di credito che hanno mostrato deficit di capitale negli stress test.

Grazie a questa clausola, gli Stati possono evitare di attenersi alle strette procedure del bail-in previste dalla BRRD, che potrebbero imporre delle perdite anche ai depositi sopra i 100.000 euro.

I risultati degli stress test saranno annunciati il 29 luglio e molto probabilmente evidenzieranno dei deficit patrimoniali per Mps e forse per altre banche.

La Corte non inciderà direttamente sulla direttiva BRRD. La sua decisione si focalizzerà invece sui limiti dei poteri della Commissione nell‘applicare le regole sugli aiuti di Stato nei casi di salvataggi delle banche e sul fatto che le sue disposizioni siano o meno vincolanti per gli stati membri.

L‘avvocato generale della Corte, nelle sue conclusioni pubblicate a febbraio, ha sostenuto che la Commissione non ha poteri vincolanti in questa materia e che le perdite degli investitori privati non sono una precondizione necessaria per garantire un aiuto pubblico agli istituti.

L‘80% delle volte la Corte si attiene alle conclusioni dell‘avvocato generale, dice un funzionario che ha in mano le statistiche sui casi passati.

Nessun commento da parte del portavoce della Commissione in merito alla posizione dell‘avvocato generale.

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