8 luglio 2016 / 14:53 / un anno fa

Banche, Italia prepara intervento pubblico, rischi instabilità

ROMA (Reuters) - Il governo sta negoziando con la Commissione europea tutte le forme di intervento pubblico ammesse dalla normativa comunitaria a sostegno del sistema bancario italiano, finito ancor più sotto pressione sui mercati finanziari dopo il referendum sulla Brexit del 23 giugno scorso.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Foto del 12 aprile 2014. REUTERS/Mike Theiler

“Il ruolo della mano pubblica deve essere di natura precauzionale”, ha detto il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, davanti ai banchieri riuniti per l‘assemblea dell‘Abi.

Prima di lui Ignazio Visco, governatore di Bankitalia e consigliere direttivo della Bce, ha avvertito che l‘Italia versa in una situazione “densa di rischi per la stabilità finanziaria” e occorre pertanto un “backstop pubblico da attivare in caso di necessità”.

Le banche italiane hanno accumulato in bilancio circa 360 miliardi di crediti deteriorati lordi e a Piazza Affari l‘indice di settore ha perso oltre il 50% del valore da inizio gennaio.

Padoan ritiene ancora possibili “soluzioni di mercato” ma precisa che il “governo si sta adoperando per mettere a disposizione strumenti adeguati”.

Sul mercato la principale indiziata per un‘operazione di salvataggio pubblico è Mps, a cui la Bce ha chiesto di ridurre i crediti deteriorati netti di quasi 10 miliardi entro il 2018.

La richiesta di Francoforte comporta uno sforzo più che doppio rispetto al piano industriale di Mps e potrebbe portare a nuove ricapitalizzazioni per un importo fino a 4 miliardi, secondo gli analisti.

Il titolo oggi guadagna quasi il 5% ma ha perso nell‘intera settimana il 30% del valore.

ABI: BAIL IN È CONTRO LA COSTITUZIONE ITALIANA

La direttiva europea Brrd consente agli Stati membri di salvare una banca con “un‘iniezione di fondi propri o l‘acquisto di strumenti di capitale”. L‘intervento pubblico deve essere limitato “alle iniezioni necessarie per far fronte alle carenze di capitale stabilite” dagli stress test, il cui esito sarà diffuso dalla Bce il 29 luglio.

“Va evitato il rischio che dall‘esercizio scaturiscano effetti prociclici in un contesto macroeconomico fragile”, dice Visco.

L‘Italia vuole ottenere dall‘Europa una deroga al bail in ed evitare perdite ai creditori della banca oggetto di sostegno statale.

Secondo l‘Abi, la normativa comunitaria “contrasta con la Costituzione italiana”, che all‘articolo 47 tutela il risparmio in tutte le sue forme.

Padoan evita polemiche con Bruxelles e dice che il nuovo quadro regolamentare già “prevede elementi di flessibilità da sfruttare in pieno, soprattutto in caso di rischio sistemico”.

Visco sottolinea che “non è corretto parlare del problema dei crediti deteriorati come di un‘emergenza per l‘intero sistema bancario”.

Al netto delle svalutazioni, ricorda il governatore, i circa 200 miliardi di sofferenze si riducono a 87 miliardi, gran parte dei quali è assistito da garanzie reali o personali.

I Npl sono un problema “serio ma che può essere gestito”, dice Visco. “Anche le autorità europee hanno più volte riconosciuto che la soluzione del problema dei prestiti deteriorati richiede tempo”, prosegue.

(Giuseppe Fonte e Alberto Sisto)

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