4 luglio 2016 / 08:57 / un anno fa

Corruzione e riciclaggio, 24 arresti a Roma, indagato deputato Ncd

ROMA (Reuters) - Il nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di Finanza ha arrestato stamani una ventina di persone nell‘ambito di un‘inchiesta su un presunto giro di corruzione e fondi neri nella Capitale che vede tra gli indagati un deputato centrista.

Roma, una veduta sul Colosseo restaurato. Foto del 30 giugno 2016. REUTERS/Alessandro Bianchi

Il Nucleo speciale di polizia valutaria, come si legge in una nota, ha eseguito 24 ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere e 12 ai domiciliari) emesse dal gip del Tribunale di Roma e cinque misure interdittive, oltre a perquisizioni e al sequestro di 1,2 milioni di euro tra immobili, conti correnti e quote societarie.

I reati contestati agli oltre 50 tra arrestati e indagati dell‘operazione ‘Labirinto’ sono a vario titolo associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello stato e appropriazione indebita.

Nel corso di una conferenza stampa, i magistrati hanno reso noto di aver iscritto sul registro degli indagati il deputato Ncd Antonio Marotta, che secondo gli investigatori avrebbe collaborato “all‘illecita intermediazione”.

Per il momento non è stato possibile avere un commento da Marotta.

L‘indagine parte da una serie di segnalazioni di operazioni sospette che sarebbero state compiute da un consulente tributario romano. Seguendo questo filo, gli inquirenti avrebbero scoperchiato una vera e propria “struttura imprenditoriale illecita” di cui sarebbero complici anche due dipendenti dell‘Agenzia delle Entrate, tra gli arrestati.

Negli anni, spiega una nota, la struttura avrebbe “movimentato oltre 10 milioni di euro giustificati da fatture false a scopo di evasione e per costituire riserve occulte da destinare a finalità illecite, attraverso una galassia di società cartiere (costituite e gestite con il concorso di numerosi indagati)”.

Tra gli appalti al centro dell‘inchiesta, quelli relativi ad alcuni ministeri e al call center unificato Inail-Inps.

Per gli inquirenti sarebbe centrale anche la figura del faccendiere Raffaele Pizza, considerato anello di congiunzione con gli enti pubblici per l‘aggiudicazione di appalti, finito agli arresti; è invece indagato il fratello Giuseppe Piazza, ex sottosegretario e attuale leader della Democrazia Cristiana, che non è stato possibile raggiungere per un commento.

Le perquisizioni, oltre che su Roma e sul Lazio, si sono concentrate su Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Campania.

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