29 giugno 2016 / 12:57 / un anno fa

Banche, Renzi a Merkel: non chiediamo deroghe, correntisti sicuri

BRUXELLES (Reuters) - L‘Italia non ha chiesto di cambiare le regole Ue per salvare le sue banche e riuscirebbe a garantire i correntisti con il quadro normativo attuale, qualora si rendesse necessario.

Il premier Matteo Renzi a Bruxelles. REUTERS/Francois Lenoir

Lo ha detto oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi al termine del primo Consiglio Ue post Brexit, replicando alla cancelliera tedesca Angela Merkel secondo la quale le regole europee sulle banche non possono essere cambiate di continuo.

I titoli delle banche italiane in Borsa hanno avuto oggi andamenti altalenanti dopo aver perso oltre il 20% il giorno dopo la Brexit e aver registrato flessioni anche nei giorni successivi.

“Credo che il patto di stabilità abbia al suo interno abbastanza flessibilità, anche nell‘attuale situazione. Sull‘unione bancaria abbiamo stabilito regole specifiche [...] Non possiamo cambiare regole ogni pochi anni”, ha detto Merkel ai giornalisti a Bruxelles al termine del summit.

Subito prima, un funzionario europeo ha detto a Reuters che la Commissione è pronta a sostenere il settore bancario italiano ma non è stata convinta finora dalla proposta avanzata da Roma.

Renzi ha escluso di aver chiesto deroghe ed ha ricordato che gli ultimi a chiedere modifiche alle regole per sforare il tetto del deficit al 3% sono stati i tedeschi nel 2003.

“Nessuno ha mai chiesto di cambiare le regole. Se vi fossero problemi saremmo in condizione, con le regole attuali, di proteggere i denari di correntisti e cittadini”, ha detto il premier lamentando che quando si potevano usare soldi pubblici per salvare le banche i governi che lo hanno preceduto, guidati da Silvio Berlusconi, Mario Monti ed Enrico Letta, non sono intervenuti, mentre la Germania lo ha fatto, intorno al 2010-2011, mettendo 247 miliardi di euro.

Renzi ha incontrato ieri il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il vicepresidente Valdis Dombrovskis con i quali ha ammesso di aver avuto una intensa discussione sulla crisi delle banche ma ha negato trattative specifiche.

Indiscrezioni stampa non confermate parlavano nei giorni scorsi di un piano del governo da 40 miliardi a sostegno delle banche italiane mentre una fonte governativa aveva riferito a Reuters che l‘Italia studia garanzie sui bond bancari e punta a un intervento in sede Ue.

Secondo altri giornali l‘Italia avrebbe chiesto a Bruxelles un allentamento o una sospensione temporanea delle regole del bail-in per gestire le difficoltà contingenti delle banche.

Ieri il Ceo di Intesa SP Carlo Messina ha detto che il sistema bancario italiano è solido e che il problema delle sofferenze è percepito in maniera esagerata. Sarebbe un errore, secondo il manager, doverle svalutare per venderle sotto il valore di libro per poi fare aumenti di capitale per coprire le perdite. Piuttosto, dovrebbe esserci una iniziativa del fondo Atlante sui crediti non performanti delle banche italiane.

Atlante “è nelle condizioni di essere ricapitalizzato, ulteriormente capitalizzato”, ha detto oggi Renzi.

Messina ha sostenuto che potenziando Atlante con l‘apporto della Sga, la società che ha gestito le sofferenze del Banco di Napoli, si potrebbero smaltire un quarto dei Npl italiani.

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