24 giugno 2016 / 15:07 / un anno fa

Referendum Ue, in Italia solo con modifica Costituzione

ROMA (Reuters) - Dopo la decisione degli elettori britannici di lasciare l‘Unione Europea, Lega Nord e Movimento 5 Stelle oggi tornano sulla possibilità di un referendum in cui gli italiani possano esprimersi sulla possibilità di uscire dalla Ue o dall‘euro.

Referendum Ue, in Italia solo con modifica Costituzione. REUTERS/Jon Nazca

Di seguito le norme vigenti in Italia e le possibili opzioni:

L‘articolo 75 della Costituzione impedisce referendum sulle “leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”.

L‘adesione dell‘Italia all‘Unione europea e l‘adozione della moneta unica sono frutto di trattati internazionali. L‘unica strada per ricorrere al referendum, consultivo o di indirizzo, è ricorrere a una legge costituzionale, ammesso che la formulazione del quesito passi il vaglio della Corte Costituzionale.

In Italia normalmente i referendum sono abrogativi o confermativi, mai di iniziativa.

Nel 1989, per chiedere agli italiani se volevano trasformare quella che allora si chiamava Comunità europea in Unione Europea, con un proprio trattato costituzionale, venne approvata una legge costituzionale ‘ad hoc’ per modificare l‘articolo 75. Il referendum consultivo si tenne in contemporanea con il voto per il Parlamento Europeo.

Il M5s ha richiamato l‘episodio dell‘89 per proporre una legge di iniziativa popolare che consenta di consultare i cittadini sulla uscita dall‘euro. Le firme richieste sono almeno 50.000. Il Parlamento non è obbligato a esaminare le proposte di legge di iniziativa popolare e la maggioranza di governo, specie dopo la Brexit, non appare disponibile a sostenere la consultazione, secondo fonti dell‘esecutivo.

Matteo Salvini ha detto invece che la Lega sta preparando una raccolta firme per una legge che cambi la Costituzione consentendo agli italiani di votare sui temi europei, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Per modificare la Costituzione occorre una procedura che coinvolge Camera e Senato, con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascun ramo del Parlamento nella seconda votazione.

La riforma costituzionale voluta dal governo di Matteo Renzi non riguarda i trattati internazionali, ma modifica il quorum necessario perché la votazione sia valida. A ottobre la riforma sarà sottoposta a referendum confermativo.

(Antonella Cinelli)

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