24 giugno 2016 / 06:12 / un anno fa

Gran Bretagna vota per Brexit, mercati scossi, Cameron si dimette

LONDRA (Reuters) - I cittadini del Regno Uniti hanno votato a favore dell‘uscita del paese dall‘Unione europea nel referendum tenutosi ieri nel paese, che si accinge dunque a uno storico divorzio da Bruxelles.

Una donna in un pub guarda un grafico che mostra l'andamento dello spoglio delle schede al referendum britannico, che si rivela sfavorevole al fronte "remain". REUTERS/Andrew Kelly

Contrariamente alle indicazioni dei sondaggi nei giorni immediatamente precedenti il voto, il ‘leave’ ha visto con quasi il 52% contro il 48% del ‘remain’.

L‘esito del voto ha innescato un terremoto sia politico sia su tutti i principali mercati finanziari.

Il premier britannico David Cameron - che aveva deciso il referendum tre anni fa e che, dopo le ultime concessioni dell‘Ue a Londra, aveva preso la guida del fronte favorevole alla permanenza - ha annunciato stamane le proprie dimissione, entro ottobre.

“Il popolo britannico ha preso una decisione molto chiara di intraprendere una strada diversa, e perciò ritengo che il paese abbia bisogno di una leadership nuova che lo conduca in questa direzione” ha dichiarato Cameron.

Il voto, oltre a far precipitare il Regno Unito nell‘incertezza, segna quanto meno una grave battuta d‘arresto delle aspirazioni per una maggiore integrazione europea, e rischia di innescare un effetto domino in altri Paesi.

CROLLA STERLINA, BORSE PESANTI, SPREAD BTP-BUND TOCCA 170

Profondamente scossi i mercati finanziari, che alla vigilia si erano posizionati su una vittoria del fronte pro-Ue. La sterlina è arrivata a perdere oltre 10 punti percentuali sul dollaro segnando il peggiore andamento intraday della storia e riportandosi su livelli che non venivano toccati dal 1985.

Ma i timori che si addensano sull‘intera Europa si stanno facendo sentire anche sull‘euro, che in mattinata è sceso fin sotto 1,10 nei confronti del dollaro, con un deprezzamento di quasi cinque figure dai massimi di ieri.

Pesanti i cali di tutte le borse europee (Londra perde oltre il 6%, Milano oltre il 9), mentre sull‘obbligazionario lo spread Btp/Bund è risalito stamane fino a quota 171, il massimo da ottobre del 2014, allargando di quasi 50 pb rispetto alla chiusura di ieri, salvo poi stabilizzarsi in area 150.

Mentre è aperto il dibattito sugli effetti di lungo termine del voto sull‘economia di zona euro e Regno Unito, per il breve economisti e istituti internazionali sono concordi nel prevedere un impatto negativo sulle prospettive della crescita.

Ora si apre una difficile fase di separazione della durata di almeno due anni, in cui Londra e Bruxelles dovranno ridefinire i rapporti reciproci, mentre si allargano dubbi e incertezze sul ruolo di Londra come capitale finanziaria europea.

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