20 giugno 2016 / 16:41 / un anno fa

Renzi: vittoria M5s "netta" ma Italicum non è in discussione

ROMA (Reuters) - Matteo Renzi riconosce al Movimento 5 Stelle la vittoria alle elezioni comunali e ammette che si tratta di un voto “per il cambiamento” e non di protesta, ma chiude la porta a una modifica della legge elettorale.

Il premier Matteo Renzi a Palazzo Chigi. REUTERS/Tony Gentile

Ieri notte i ballottaggi si sono chiusi con un esito peggiore delle previsioni per il Pd, partito di cui il capo del governo è anche segretario: M5s ha conquistato Roma e, inaspettatamente, Torino, mentre il centrodestra, pur diviso, ha tenuto in diverse città.

“Confermiamo che si tratta di voto che ha ragioni di valenza territoriale ma l‘elemento nazionale è stato molto forte al ballottaggio. La vittoria, in quasi tutti i Comuni dove i 5 stelle stavano anche contro di noi, è molto netta e indiscutibile”, ha detto Renzi.

Il premier ammette che in casa Pd sarà necessaria una “ampia e articolata” riflessione da fare alla prossima direzione di venerdì 24 giugno: “Dobbiamo essere capaci di dare una lettura non banale di questo voto, una lettura molto più complicata di quello che sembra”.

Per sapere se ci saranno novità nella gestione del partito e se il premier-segretario, come anticipato, userà “il lanciafiamme”, bisognerà aspettare fino a venerdì.

Renzi gela anche le attese di chi, nel Pd, caldeggia una modifica dell‘Italicum temendo che il doppio turno possa avvantaggiare M5s che ha mostrato, in un assetto tripolare, di attirare voti da destra e sinistra.

Non è “un tema all‘ordine del giorno”, ha tagliato corto.

Il vero esame per il governo resta il referendum sulla riforma costituzionale, che si terrà a ottobre, al cui esito il premier ha legato la propria permanenza in politica. Ma per vincere Renzi avrà bisogno di mobilitare milioni di elettori, dato che la consultazione confermativa non ha quorum e che M5s e centrodestra sono schierati per il “no”.

M5S TRIONFA A ROMA, RIBALTA PRIMO TURNO A TORINO

Nella Capitale, dove si votava dopo il fallimento della giunta di centrosinistra e alcuni mesi di commissariamento, la candidata del M5s Virginia Raggi ha vinto con il 67% dei voti, prendendo oltre 300.000 voti in più rispetto al primo turno nonostante il calo dell‘affluenza. Roberto Giachetti, del Pd, ne ha conquistati solo 50.000 in più.

La prima donna sindaco di Roma ha ammesso che “sarà dura”, ha detto di voler dialogare con le altre forze politiche e ha promesso che “lavoreremo per riportare la legalità e la trasparenza”, dopo lo scandalo di Mafia Capitale.

Raggi dovrà vedersela anche con la gestione del debito (oltre 12 miliardi certificati) e i ritardi nella costruzione della nuova linea C della metropolitana, questioni che implicano un rapporto di collaborazione con il governo nazionale.

“Aiuteremo tutti allo stesso modo”, ha detto Renzi augurando buon lavoro a tutti i nuovi sindaci.

A Torino la grillina Chiara Appendino, giunta seconda al voto del 5 giugno, ha superato in corsa il sindaco uscente Piero Fassino, ex ministro nei governi dell‘Ulivo e già leader dei Ds, prendendo il 54,6%, con 90.000 voti in più rispetto al primo turno. Il capoluogo piemontese, storica capitale dell‘industria automobilistica italiana, era governata dal centrosinistra ininterrottamente dal 1993.

CENTROSINISTRA TIENE MILANO, PERDE A TRIESTE

A Milano e Bologna il centrosinistra a guida Pd ha vinto contro i candidati del centrodestra unito, rispettivamente eleggendo Beppe Sala, ex commissario dell‘Expo, e confermando Virginio Merola. A Varese la Lega cede il passo al centrosinistra dopo oltre vent‘anni; vittoria anche a Caserta contro il centrodestra e conferma in altre città.

Ma a Trieste il sindaco uscente Pd Roberto Cosolini ha perso contro Roberto Dipiazza del centrodestra mentre a Napoli si conferma sindaco l‘ex magistrato Luigi De Magistris, appoggiato da una coalizione di sinistra radicale, contro il candidato di centrodestra e senza Pd al ballottaggio.

Il centrodestra, ormai alla ricerca di un nuovo leader che raccolga l‘eredità e la capacità di unire di Silvio Berlusconi, ha prevalso anche in altre città capoluogo strappandole al centrosinistra. E’ il caso di Benevento, dove è stato eletto sindaco l‘ex ministro dell‘Ulivo Clemente Mastella, di Pordenone, Grosseto, Brindisi e Olbia. A Savona, Isernia e Novara sono invece sindaci appoggiati da coalizioni più spostate a destra a vincere sulle amministrazioni uscenti di centrosinistra.

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