13 giugno 2016 / 11:42 / un anno fa

Ilva, indagine per traffico internazionale rifiuti in 2012

Lo stabilimento Ilva di Taranto. REUTERS/Yara Nardi

TARANTO (Reuters) - La procura di Taranto ha avviato una indagine per presunto traffico internazionale di rifiuti che vede coinvolti due ex manager di Ilva, il più importante gruppo siderurgico italiano in amministrazione straordinaria dal 2015 e in via di cessione.

Lo riferisce una fonte inquirente, spiegando che nella nuova inchiesta sul siderurgico tarantino sono indagati, con l‘accusa di traffico illecito di rifiuti, i due ex direttori dello stabilimento, Adolfo Buffo e Luigi Capogrosso.

Ilva avrebbe effettuato nel 2012, quando era ancora di proprietà della famiglia Riva, “plurime spedizioni transfrontaliere di rifiuti costituiti dalla loppa d‘altoforno verso il Brasile, in assenza delle garanzie e delle formalità previste dalla normativa dello Stato ricevente”, si legge nelle carte delle indagini svolte dalla polizia provinciale che Reuters ha potuto vedere.

Non è stato possibile al momento contattare il gruppo Riva, né i legali dei due indagati.

La loppa è una scoria realizzata durante la produzione della ghisa in altoforno, poi utilizzata in edilizia.

L‘inchiesta, coordinata dal pm Lanfranco Marazia, riguarda in particolare quattro spedizioni, la prima da quasi 50.000 tonnellate in data 21 giugno 2012.

Secondo la procura e la polizia provinciale, nel settembre del 2012, con gli impianti già posti sotto sequestro a seguito della prima inchiesta ‘Ambiente Svenduto’, furono inviati in Brasile altre due carichi di rifiuti, uno da 50.000 e uno da 72.000 tonnellate, riferisce la fonte.

La quarta spedizione avvenne a novembre del 2012 per 50.000 tonnellate.

ArcelorMittal, il più grande produttore mondiale di acciaio, ha confermato la scorsa settimana la volontà di presentare un‘offerta insieme al gruppo Marcegaglia per l‘acquisto di Ilva.

In precedenza, la multinazionale aveva chiesto a Cassa Depositi e Prestiti, la holding di Stato, di schierarsi al suo fianco nell‘acquisizione del gruppo. Cdp, che ha manifestato interesse per partecipare come socio di minoranza alla “nuova” Ilva, non si è ancora pronunciata.

Un‘altra cordata interessata a rilevare Ilva, che negli ultimi anni ha accumulato circa tre miliardi di euro di debiti, è quella costituita da Arvedi e dalla turca Erdemir.

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