1 giugno 2016 / 12:47 / tra 2 anni

Banche, Italia e Francia chiedono limiti su fondi e passività oggetto bail-in

BRUXELLES (Reuters) - Francia e Italia vogliono fissare un limite all‘ammontare di riserve e passività delle banche europee che possono essere spazzate via in caso di salvataggio, alimentando nuove polemiche sul cosiddetto bail-in.

Le regole europee prevedono che le autorità nazionali possano muovere in soccorso di una banca in crisi solo a condizione di imporre perdite ad azionisti e determinate tipologie di creditori. Lo scopo è limitare i costi per il contribuente.

Lo scorso autunno il governo italiano ha azzerato obbligazioni subordinate in mano a oltre 10.000 clienti retail per salvare Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara, nell‘ambito della procedura di risoluzione.

La direttiva Brrd richiede che gli istituti di credito rispettino un requisito minimo per fondi propri e passività ammissibili al bail-in, il cosiddetto Mrel, in modo da evitare la liquidazione coatta.

La tipologia di attività potenzialmente nel mirino comprende azioni, bond a più alto rischio e depositi bancari sopra i 100.000 euro. Secondo il Single resolution board (Srb), le banche di maggiori dimensioni dovrebbero accantonare almeno l‘8% delle proprie passività.

In un documento congiunto, letto da Reuters, Parigi e Roma esprimono dubbi sull‘opportunità di prevedere un livello minimo del Mrel e suggeriscono che il livello massimo dovrebbe non superare proprio l‘8% delle passività.

La proposta franco-italiana è positiva per il settore perché pone un limite ai requisiti patrimoniali e riduce i costi di finanziamento delle banche.

A dispetto del Single resolution board, la Commissione europea ha chiarito la scorsa settimana che non ci sarà un livello minimo armonizzato per il Mrel.

Ieri il governatore della Banca d‘Italia, Ignazio Visco, è tornato a criticare il bail-in e ha sostenuto la necessità di ridare agli Stati membri margini per l‘utilizzo di risorse pubbliche.

Da quando, a inizio anno, sono entrate in vigore le nuove norme, le banche hanno perso parecchio terreno in Borsa. E’ una indicazione che c‘è una minore propensione ad acquisire strumenti finanziari percepiti ora come più rischiosi.

La Commissione europea sta preparando una proposta per adattare il Mrel al Tlac (Total Loss-Absorbing Capacity), che dal 2022 richiederà alle banche globalmente sistemiche un adeguato volume di passività svalutabili o convertibili in capitale in caso di dissesto. Il Financial stability board ha indicato un ammontare pari al 6,75% del totale, meno del Mrel quindi.

“Il Tlac è stato fissato (...) sulla base di una valutazione di impatto. Richieste aggiuntive dovrebbero perciò essere eccezionali”, scrivono Francia e Italia nel documento.

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