25 maggio 2016 / 11:17 / un anno fa

Vaccini, Antitrust chiede più trasparenza su costi e prezzi

ROMA (Reuters) - L‘Antitrust chiede maggiore trasparenza sulla definizione dei costi e dei prezzi dei vaccini, che in Italia costano ogni anno almeno 300 milioni di euro al servizio sanitario nazionale, e propone di inserirli nelle classi di rimborso dei farmaci per consentire la contrattazione preventiva con le case farmaceutiche.

Un'infermiera prepara una siringa per vaccinare un bambino. REUTERS/Damir Sagolj

E’ il risultato di un‘indagine conoscitiva avviata dall‘Autorità garante della concorrenza e del mercato nel 2015 e presentata oggi, che ha riguardato i mercati dei principali vaccini somministrati tramite il Servizio Sanitario Nazionale.

L‘Antitrust non ha accertato la presenza di “comportamenti collusivi espliciti” tra case farmaceutiche, ha detto Andrea Pezzoli, direttore generale dell‘authority, ma ha rilevato “varie criticità sul piano della concorrenza, alcune riconducibili alla più generale struttura dell‘industria vaccinale e ancor più del settore farmaceutico nel suo complesso, altre proprie della situazione italiana”.

Quello dei vaccini è un mercato su cui pesa l‘oligopolio di quattro aziende mondiali GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, MerckSharpDohme e Pfizer, che controllano l‘80% elle vendite e che, secondo l‘Antitrust, praticano politiche di “prezzi a strati” (tiered pricing, basato sul Pil dei diversi paesi) o accordi di riservatezza sui prezzi.

A ridurre ulteriormente la possibile concorrenza è l‘estrema differenza dei vari prodotti, che ne rendono difficile la sostituzione con altri farmaci. Quando ciò succede, invece, come nel caso dei vaccini esavalenti e di quello per il papilloma virus (seconda e terza voce di spesa per il Ssn), c‘è competizione diretta e calano i prezzi.

Anche per questo, l‘Antitrust chiede alle autorità mediche decisioni sull‘eventuale equivalenza medica e dunque si possano usare i cosiddetti “generici” per ridurre le spese.

Dato che almeno una parte dei vaccini sono farmaci di fascia C, quindi interamente a spese del cittadino, l‘Antitrust propone di includerli nelle classi di rimborso (A o H) affinché i prezzi siano contrattati preventivamente con l‘Agenzia del farmaco (Aifa).

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