18 maggio 2016 / 15:28 / tra 2 anni

Moscovici (Ue): da Italia impegni molto seri su bilancio, 'rendezvous' in autunno

MILANO (Reuters) - Un caso senza precedenti ma nessun regalo. Così la Commissione europea definisce il margine concesso ai conti pubblici italiani, le generose attenuanti sul deficit che consentono di non aprire una procedura per eccesso di debito, ottenuti secondo Bruxelles in cambio di un rigoroso impegno di correzione sul prossimo anno.

Il commissario Ue per gli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici. REUTERS/Eric Vidal

Sono i commenti di Pierre Moscovici, responsabile Ue agli Affari economici e monetari, che ha presentato alla stampa le raccomandazioni ‘country specific’ secondo la procedura del semestre europeo.

Ufficializzata ieri dallo stesso ministero dell‘Economia, che ha pubblicato il concitato carteggio Roma/Bruxelles dell‘ultima settimana, si tratta di una promozione con una piccola riserva.

Soltanto nel caso dell‘Italia -- non di Belgio e Finlandia, ugualmente ‘sorvegliate speciali’ per eccesso di debito in base all‘articolo 126(3) del Trattato -- la Commissione intende procedere a un nuovo esame già in autunno.

L‘esecutivo europeo tornerà infatti a pronunciarsi sul percorso di rientro di deficit e debito tra ottobre e novembre, dopo aver ricevuto la legge di bilancio.

Fa riferimento alla particolarità del dossier Italia il commissario francese, cui ormai dalla nomina spetta il ruolo di ‘poliziotto buono’ lasciando quello del ‘cattivo’ al collega lituano Valdis Dombroskis, parlando però di un “chiaro rendezvous per l‘autunno”.

Dopo gli ultimi scambi definiti intensi e costruttivi, spiega Moscovici, “abbiamo chiesto all‘Italia di rientrare dalla deviazione... abbiamo un impegno chiaro da rispettare in modo imperativo, dunque un appuntamento ad ottobre/novembre per una nuova analisi sul rispetto della regola del debito”.

Non è del resto certamente la prima volta che Bruxelles concede trattamenti speciali, interpretati spesso frutto di un braccio di ferro politico che ha messo in evidenza ruoli e pesi ben diversi tra i singoli Paesi dell‘unione monetaria.

Senza tornare alla notte dei tempi del novembre 2003, quando la presidenza italiana di turno guidata da Giulio Tremonti evitò a Francia e Germania la procedura per deficit eccessivo, soltanto l‘anno scorso Parigi ha ottenuto -- anche qui, caso unico -- ben due anni per il rientro del disavanzo.

Di oggi invece la decisione di concedere, sempre sul deficit, un margine di un anno a Madrid e Lisbona, che verranno entrambe sottoposte a nuovo esame Ue già all‘inizio di luglio. Se la mossa non stupisce, tenendo in considerazione l‘imminente appuntamento elettorale spagnolo, non si può comunque negare si tratti dell‘ennesimo esempio di come le stesse regole trovino applicazione quanto meno diversificata.

Per tornare infine all‘Italia, il giudizio odierno della Commissione, recita un commento diffuso da Via XX Settembre, “conferma che la strategia perseguita dal governo sull‘uso intelligente delle regole europee per incentivare gli interventi che sostengono la crescita è giudicata valida e utile per lo sviluppo dell‘intera Unione”.

La partita è comunque ancora lunga, le alleanze si muovono a geometria variabile e il percorso è disseminato di incognite -- su tutte, rimanendo al caso italiano, il referendum sulla riforma del Senato di ottobre in cui Matteo Renzi si dice pronto a giocarsi tutto.

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