17 maggio 2016 / 13:02 / in un anno

Banche, in aprile meno prestiti a famiglie, imprese

ROMA (Reuters) - Gli impieghi delle banche italiane a famiglie e imprese sono in lieve calo nel mese di aprile con una variazione su base annua del -0,3% mentre sono tornate a salire le sofferenze nette, riferite al mese di marzo.

Lo si legge nell‘ultimo rapporto mensile dell‘Abi.

Da alcuni mesi la variazione percentuale dei prestiti mostra un‘oscillazione dei dati intorno allo zero. “Ci serve qualche altra spinta per tornare su livelli più elevati, l‘andamento è strettamente connesso alla dinamica degli investimenti delle imprese”, ha commentato il vice direttore generale dell’Abi Gianfranco Torriero.

Oggi Istat ha abbassato a 1,1% la previsione per la crescita del Pil nel 2016 rispetto alla previsione precedente 1,4% di novembre scorso.

PIU’ SOFFERENZE E PIU’ DEPOSITI

Le sofferenze nette a fine marzo sono risalite a 83,6 miliardi dopo il calo registrato a febbraio, quando erano state pari a 83,1 miliardi. In rapporto agli impieghi, le sofferenze nette sono al 4,60% invariate su febbraio.

“Questo dato non beneficia di operazioni straordinarie come le cessioni che c‘erano lo scorso febbraio. Ciò che di positivo rileviamo è che rallenta il flusso di deteriorati diversi dalle sofferenze”, ha detto Torriero.

“Comunque ci aspettiamo che l‘andamento delle sofferenze prosegua, anche se a ritmi più contenuti, fino a quando non ci sarà una forte inversione ciclica”, ha aggiunto.

Ad aprile sono saliti i depositi, accelerando la crescita annua al 4,7% dal 3,5% del mese prima. Continua a calare però la provvista da obbligazioni, in riduzione annua del 15,9%. Il saldo complessivo porta a una diminuzione di raccolta a fine aprile dello 0,5% su base annua.

FRENO IMPIEGHI

Gli impieghi alle famiglie e imprese di aprile hanno mostrato una variazione assoluta in diminuzione su marzo, con una variazione percentuale annua negativa per lo 0,3% poco meno del -0,4% visto a marzo. Il dato complessivo dei prestiti, che include l‘intero settore privato e la pubblica amministrazione, risulta invece in lieve aumento assoluto sul mese e in crescita dello 0,4% su base annua.

Abi segnala anche che a marzo 2016, “l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva di +1,1% nei confronti di fine marzo 2015”, confermando la ripresa del mercato dei mutui. A nuovi minimi i tassi di aprile sui nuovi prestiti praticati a famiglie e imprese. “Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,30% toccando il nuovo minimo storico (2,33% il mese precedente; 5,72% a fine 2007)”, con circa due terzi a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,85% (minimo storico).

IN ITALIA MENO MARGINI

Abi presenta infine un confronto dei margini sui prestiti alle imprese e alle famiglie che hanno le banche nei principali paesi europei (calcolati dalla BCE come differenza tra i tassi di interesse sui nuovi prestiti e il tasso medio sui nuovi depositi di famiglie e società non finanziarie).

”A marzo 2016 si rileva che per le imprese si registra

un margine di 91 punti base in Italia, inferiore ai 141 bp della Germania, ai 133 bp della Francia e ai 218 bp della Spagna”, si legge nel rapporto.

Per il comparto delle famiglie il margine in Italia è “di 133 punti base, inferiore ai 160 bp della Germania, ai 179 bp della Francia e ai 169 bp della Spagna”.

(Stefano Bernabei)

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