29 aprile 2016 / 19:52 / 2 anni fa

Governo vara decreto per risparmiatori 4 banche, tempi recupero crediti

ROMA (Reuters) - Il governo ha approvato un decreto per ridurre a 6-8 mesi i tempi di recupero dei crediti e per indennizzare parte dei risparmiatori di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara, le quattro banche salvate dal fallimento lo scorso novembre, che avevano visto azzerato il valore delle loro obbligazioni subordinate.

“Abbiamo ottenuto dall‘Europa che vi possa essere un rimborso a forfait fino all‘80% e senza bisogno di arbitrato”, ha detto il premier Matteo Renzi illustrando il provvedimento a Palazzo Chigi che permette un ristoro parziale agli investitori in bond subordianati di questi istituti.

Applicando alle quattro banche la nuova procedura di risoluzione europea, l‘esecutivo ha azzerato obbligazioni subordinate pari a 768 milioni, 430 dei quali in mano a clienti retail, oltre 10.000 dei quali sono piccoli risparmiatori.

Perché vi siano i rimborsi occorre però che sussista una di queste due condizioni: reddito lordo inferiore a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro.

“Questo vale per tutti coloro che hanno acquistato le obbligazioni entro il 12 giugno 2014”, ha spiegato Renzi precisando che le risorse provengono dal sistema bancario.

La misura potrebbe coprire oltre la metà dei 10.000 obbligazionisti coinvolti, ha spiegato il ministro dell‘Economia Pier Carlo Padoan.

POSSIBILE RIDURRE IN MESI TEMPI RECUPERO CREDITI

L‘altra gamba del decreto mira a ridurre i tempi di escussione delle garanzie sulle sofferenze “da 6-8 anni a 6-8 mesi”, ha detto il presidente del consiglio.

Il governo, spiega una fonte governativa, ha esteso alle imprese la disciplina del ‘patto marciano’: nel contratto di finanziamento le parti possono prevedere che, in caso di inadempienza, la banca possa acquisire il bene dato a garanzia del credito senza passare per le aste giudiziarie.

Il decreto introduce in Italia anche il pegno non possessorio, in base al quale la garanzia sul credito può essere estesa ad altri beni rispetto a quelli originariamente individuati.

L‘intervento sui tempi di recupero si affianca al fondo Atlante, messo in piedi da Quaestio sgr per assicurare il successo degli aumenti di capitale delle banche più fragili e acquistare sofferenze.

Da ultimo, il decreto contiene una norma che permetterà all‘Italia di evitare una censura europea sulle Dta, le imposte differite attive.

Il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, ha spiegato che le banche dovranno pagare una ‘fee’, assimilata dalla Commissione europea al prezzo di una garanzia pubblica.

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