27 aprile 2016 / 17:47 / tra 2 anni

Processo S&P, Kraemer: operato sempre entro quadro normativo

TRANI (Reuters) - Standard & Poor’s ha sempre operato entro il quadro normativo nelle proprie decisioni sul rating sovrano dell‘Italia.

Lo ha detto oggi l‘analista di S&P Mortiz Kraemer nel corso del suo interrogatorio in udienza al processo in corso a Trani nei confronti dell‘agenzia e di cinque dipendenti sul doppio downgrade subito dall‘Italia tra fine 2011 e inizio 2012.

“Non sono a conoscenza di indagini da parte di autorità di vigilanza che abbiano messo in evidenza irregolarità”, ha spiegato Kraemer in aula, interrogato dal pm Michele Ruggiero.

“Il team rating ha operato all‘interno del quadro normativo” ha aggiunto Kraemer, fino all‘agosto 2013 responsabile rating sovrani Emea e attuale managing director e Chief rating officer per i rating sovrani di S&P.

Nel corso dell‘udienza Kraemer ha ricostruito la difficile situazione finanziaria del paese a fine 2011, ricordando come in breve tempo gli investitori stranieri vendettero titoli italiani per 140 miliardi e come le banche italiane fossero dipendenti ai prestiti della Bce. È sulla base di queste valutazioni, ha spiegato ci fu il doppio downgrade: “non era una sorpresa”.

L‘analista ha ricordato che nel 2011 erano 18 gli Stati sottoposti a rating e che di questi otto furono declassati. “Tutti i rating furono sollecitati tranne quelli di Francia e Italia. Ma per noi analisti che il rating sia sollecitato o meno non cambia nulla” ha spiegato, negando che i rating non richiesti vengono pagati da investitori americani.

A proposito della mail inviata dal collega Renato Panichi nel gennaio 2012, in cui si contestava il giudizio espresso nei confronti del sistema bancario italiano, Kraemer ha sottolineato che “Panichi ha contestato la valutazione in base alla sua visione da analista bancario, senza tener conto di altri aspetti necessari quando si fa una valutazione del rating sovrano”.

La testimonianza di Yann Le Pallec, altro imputato nel processo, è stato rinviata per ragioni di tempo. La prossima udienza è il 4 maggio.

S&P -- che ha sempre respinto ogni addebito -- e gli altri imputati sono accusati di manipolazione del mercato per i downgrade dell‘Italia degli scorsi anni. L‘inchiesta -- che in un primo momento ha visto coinvolte anche Moody’s (per cui poi i pm hanno chiesto l‘archiviazione) e Fitch (finita in due processi paralleli) -- cerca di far luce su oscillazioni di Borsa ritenute anomale tra il 2010 e il 2012, prendendo il via da un esposto di Adusbef e Federconsumatori.

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