20 aprile 2016 / 11:32 / tra 2 anni

Metalmeccanici, per sindacati adesioni sciopero al 70%, riprendere trattative

ROMA (Reuters) - I sindacati dei metalmeccanici, che per la prima volta da otto anni hanno proclamato per oggi uno sciopero unitario di quattro ore per il rinnovo del contratto, parlano di adesioni medie del 70% e chiedono a Federmeccanica di riaprire la trattativa.

Una immagine di archivio di una manifestazione a Roma REUTERS/Remo Casilli

Il negoziato, dopo mesi, si è incagliato sul nodo salariale.

Alla luce dell‘assenza di inflazione, Federmeccanica propone aumenti solo a livello aziendale, ovvero legati alla produttività, mentre Fim, Fiom, Uilm e Ugl pretendono incrementi nazionali poiché il secondo livello riguarda una minoranza delle imprese di settore. Dunque, la maggior parte dei lavoratori resterebbe senza aumento.

Il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, alla partenza del corteo di Napoli, ha comunicato che l‘adesione è ovunque “sopra il 70%, ma sono moltissime le fabbriche svuotate”. Nella fabbrica del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, “ha scioperato il 90% dei lavoratori”.

“Federmeccanica  deve scordarsi che noi arretreremo sulla sua proposta salariale. Quello che deve fare è riaprire la trattativa già da oggi”, ha aggiunto Bentivogli.

Identica richiesta quella lanciata da Uilm e Fiom.

Per il leader della Uilm, Rocco Palombella, “è inammissibile che i vertici degli imprenditori metalmeccanici ci propongano di dividere un milione e seicentomila addetti del settore con aumenti differenziati e paghe altrettanto differenti”.

Mentre Maurizio Landini da Milano, ricorda che anche secondo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: “Per far ripartire l‘economia occorre aumentare il potere d‘acquisto dei salari”.

Secondo Visco, rinnovi contrattuali che, alla luce della bassa inflazione, prevedano la riduzione degli aumenti salariali, rischiano di avere conseguenze negative sui prezzi al consumo.

“Siamo pronti da domani a riprendere le trattative e l‘impegno è che tutti insieme decideremo l‘accordo che si farà, ma se questo non dovesse succedere, noi siamo pronti a proseguire fino ad arrivare ad altre mobilitazioni e ad arrivare anche a Roma”, chiude Landini.

A difendere la posizione degli industriali è il vice presidente di Federmeccanica Diego Andreis, secondo il quale il contratto nazionale deve “avere un ruolo regolatorio, di garanzia e di tutela, mentre quello aziendale deve prevedere normative in grado di cogliere le esigenze specifiche e distribuire la ricchezza laddove prodotta”.

Per questo, a livello nazionale, si propone di incrementare le retribuzioni individuali “inferiori ai minimi di garanzia che verranno aggiornati ogni anno ex post”. In aggiunta, “abbiamo previsto un importo minimo annuale (260 euro) da destinare a forme di retribuzione variabile o in alternativa a welfare e formazione”.

(Francesca Piscioneri)

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