15 aprile 2016 / 13:02 / tra 2 anni

Libia, Ue pronta a offrire missione sostegno sicurezza, se richiesto

BRUXELLES (Reuters) - L‘Unione Europea è pronta a valutare l‘invio in Libia di forze di sicurezza per contribuire alla stabilizzazione del paese nordafricano dietro richiesta del governo sostenuto dall‘Onu, secondo una bozza di documento vista da Reuters.

Tripoli, un membro delle forze di sicurezza che proteggono il governo di unità nazionale sostenuto dall'Onu. Foto del 14 aprile 2016. REUTERS/Ismail Zitouny

La spinta all‘iniziativa viene in parte dai timori per una nuova e incontrollata ondata di migranti dalla Libia verso l‘Italia, a meno che nel paese non venga ripristinato l‘ordine.

Lunedì, a Lussemburgo, i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 paesi Ue si riuniranno a cena, e secondo le previsioni dovrebbero concordare una missione di addestramento per la polizia e la gestione delle frontiere, a partire da Tripoli, dove il nuovo governo sta cercando di insediarsi.

Alla riunione parteciperà anche, in videoconferenza, il premier libico Fayez Seraj.

“La Ue è pronta a offrire sostegno nel settore sicurezza in risposta a possibili richieste da parte del governo di accordo nazionale (Onu)”, dice il testo della dichiarazione preparato da diplomatici e ancora in discussione.

L‘ipotesi è quella di una missione civile di sostegno nel settore della polizia e della giustizia penale, dice la bozza, riferendosi all‘anti-terrorismo, alla gestione dei confini e alla lotta al traffico di migranti attraverso il Mediterraneo.

Una presenza Ue in Libia, che non includerebbe militari, sarebbe il passo maggiore dell‘Europa nel paese produttore di petrolio dai tempi della missione supportata dalla Nato, nel 2011, che portò alla fine del regime di Muammar Gheddafi.

Fonti diplomatiche dicono comunque che non c‘è ancora stata una discussione dettagliata col governo libico sul tipo d assistenza richiesto, e che si cerca di evitare l‘impressione di organizzare una missione senza invito.

La possibile missione Ue potrebbe dare slancio anche alla discussioni tra Italia, Francia, Gran Bretagna e Usa sull‘opportunità di inviare truppe in Libia per contribuire a proteggere installazioni importanti, edifici governativi, porti e aeroporti.

Gli Usa vorrebbero che fosse l‘Europa a prendere la guida dell‘iniziativa. I quattro paesi, riuniti nella cosiddetta “Libya International Assistance Mission”, hanno già interpellato diplomatici Ue sul possibile ruolo di una missione militare per stabilizzare il paese, e potrebbero stabilire una segreteria a Roma.

Ma viene valutata anche la possibilità di usare le navi che partecipano alla missione Ue “Sofia” nelle acque internazionali prossime alla Libia per entrare in zona libica e distruggere le imbarcazioni usate dagli scafisti per il trasporto di migranti.

Perché ciò avvenga comunque servirà una richiesta della Libia e una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell‘Onu.

(Robin Emmott)

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