13 aprile 2016 / 12:03 / tra 2 anni

Rcs si rivolge a Consob contro condizione debito prevista da Ops Cairo

MILANO (Reuters) - Arrivano le prime reazioni ufficiali all‘Ops lanciata a sorpresa, venerdì sera, da Cairo Communcation su Rcs.

Logo RCS a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

Se da un lato il socio e creditore Intesa Sanpaolo dichiara apertamente il suo appoggio all‘operazione, dall‘altro il Cda di via Rizzoli cerca di uscire dall‘angolo in cui è stato messo da un‘operazione non concordata e si rivolge a Consob per potersi riappropriare della gestione del gruppo, trattative con le banche creditrici in primis.

Più fonti raccontano in proposito che le posizioni tra azienda e istituti erano ormai abbastanza vicine, fatta salva una certa intransigenza di Intesa.

Per un accordo serve però l‘unanimità del pool bancario e già qui sembra difficile che la situazione possa sbloccarsi, visto che il principale creditore è proprio la banca di Carlo Messina che stamani ha dichiarato di credere nella proposta di Cairo (Banca Imi è con Equita l‘advisor dell‘Ops). [nL5N17G2F1]

In aggiunta, oltre alla condizione di prassi sul numero di adesioni (arrivare al 50% più un‘azione), l‘Ops ne prevede un‘altra abbastanza fuori dagli schemi: in pratica Cairo vuole dalle banche un impegno a rinunciare a qualsiasi rimborso del debito fino al 2018 (con l‘eccezione dell‘incasso dalla vendita di Rcs Libri) da formalizzare entro due giorni dal pagamento.

E’ qui che il Cda di Rcs ravvisa un grave danno per la società: questa condizione, sostiene, “incide sull‘operatività della società e potrebbe interferire con le trattative in corso con le banche creditrici”; deve quindi esserne chiarita “la natura e la portata”, dice il gruppo in una nota sottolineando che l‘offerta non è stata concordata, né preventivamente comunicata. [nL5N17G2PT]

Effettivamente tra le banche creditrici è subito emersa una certa perplessità su come gestire questa situazione inedita. “La situazione è complicata. Mi pare che tutto sia congelatissimo e che così resterà fino all‘esito dell‘Ops”, dice una fonte terza vicina alle negoziazioni. Qualsiasi valutazione dell‘offerta e delle condizioni annesse, aggiunge, potrà avvenire solo qualora fosse raggiunto il quorum, spiega. Prima sono solo “valutazioni ipotetiche”.

Il nuovo management di Rcs, bloccato anche dalla passivity rules, rischia però di non riuscire a fare molto nel frattempo. Non a caso nella nota di oggi anticipa che i dati del primo trimestre sono in miglioramento, risposta indiretta alle contestazioni del socio Urbano Cairo (titolare in proprio del 4,6%) che chiedeva conto (prima dell‘Ops) dei primi risultati del piano industriale illustrato a dicembre.

Rcs sottolinea anche che il corrispettivo offerto (0,12 azioni Cairo ogni titolo Rcs) “è significativamente a sconto” sui livelli delle azioni nell‘ultimo anno raffrontate a quelle Cairo. Un suo parere più dettagliato sulla congruità dell‘offerta, corredato di giudizio indipendente, arriverà però solo con la formalizzazione dell‘Ops, ossia quando sarà depositato il prospetto in Consob (entro il 28 aprile).

Poi la Vigilanza avrà 30 giorni per approvarlo o chiedere integrazioni. L‘Ops potrebbe non partire quindi prima di metà giugno.

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