8 aprile 2016 / 10:47 / tra 2 anni

ECONOMICA - Da famiglie atteso sostegno a economia 2016, con qualche incertezza

MILANO (Reuters) - Il potere d‘acquisto che torna a crescere dopo sette anni in cui ha perso oltre il 10%. E la propensione al risparmio che rimane stabile.

Milano, al supermercato. Foto del 5 settembre 2012. REUTERS/Stefano Rellandini

Il quadro consegnato dall‘Istat sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane nel 2015 tratteggia uno scenario positivo per i riflessi sull‘economia.

Lo scorso anno il potere d‘acquisto ha beneficiato della minore inflazione importata, grazie alla caduta del prezzo delle materie prime, mentre sul piano interno hanno aiutato una politica economica più espansiva e i primi miglioramenti occupazionali.

L‘impatto positivo è stato soprattutto per la classe media. Sgravi contributivi pro-assunzioni, misura sugli 80 euro, prezzi fermi ne hanno sostenuto i consumi.

Con il maggior reddito disponibile del 2015 le famiglie nel loro insieme non hanno puntato maggiormente sul risparmio, come visto in anni passati, ma hanno mantenuto invariata la proporzione tra risparmio e spesa. La propensione al risparmio è ferma all‘8,3%, lontana dai valori a due cifre visti sino al 2010.

Anche nel 2016 un aiuto costante dovrebbe giungere dagli acquisti di titoli di Stato e obbligazioni da parte della Bce nell‘ambito del quantitative easing. L‘azione di Francoforte sostiene i prezzi di questi asset, aumentando la ricchezza finanziaria di chi li possiede e quindi le loro disponibilità. In Italia questo effetto rischia però di essere contenuto per la forte inclinazione a investire negli immobili che riduce il possesso degli strumenti finanziari.

I primi mesi dell‘anno in corso, in cui i consumi sono chiamati ad essere il fattore di traino della crescita, stanno però offrendo indicazioni negative.

Le turbolenze internazionali viste a gennaio e febbraio si sono ripercosse fortemente sui mercati, soprattutto quelli borsistici. E di fronte a nuove incertezze la reazione più probabile da parte delle famiglie sarà quella di limitare la propria spesa a favore di maggiori risparmi.

Nel dettaglio emergono inoltre ulteriori elementi di incertezza. Il blocco da anni dei contratti pubblici è un forte limite a un maggior apporto in tema di consumi da parte dei dipendenti dello Stato.

E sempre a gennaio e febbraio, l‘andamento del mercato del lavoro, che ora beneficia di sgravi contributivi ridotti, sono stati deludenti.

Rimangono poi nodi di difficle soluzione nel breve termine.

Dal punto di vista anagrafico emergono differenze che riflettono le difficoltà dei giovani nell‘attuale situazione. Mentre i redditi da pensione tengono, anche i giovani che trovano lavoro si devono confrontare con un salario d‘ingresso sempre più basso.

Nè aiuta il trend demografico. Il 2015 si è caratterizzato per il minimo storico delle nascite, sotto quota mezzo milione.

Con pochi nati difficile dare forza al comparto dei ‘nuovi consumatori’ ed attivare il circolo virtuoso ‘domanda-produzione-occupazione-redditi-consumi’.

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