5 aprile 2016 / 10:37 / 2 anni fa

Regeni, Italia pronta a "misure immediate". Egitto non gradisce

ROMA (Reuters) - Se l‘Egitto non cambierà atteggiamento sul caso di Giulio Regeni, lo studente ucciso al Cairo, il governo italiano è pronto a misure “immediate e proporzionali”.

La famiglia di Giulio Regeni e il senatore Luigi Manconi durante un evento alla Camera dei Deputati in cui con Amnesty International hanno chiesto che sia fatta verità sullo studente torturato e ucciso al Cairo. REUTERS/Remo Casilli

Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, suscitando la reazione del governo egiziano che parla di dichiarazioni che “complicano la situazione”.

“Se questo cambio di marcia non ci sarà, il governo è pronto a reagire adottando misure immediate e proporzionali, e il Parlamento ne sarà tempestivamente informato”, ha detto Gentiloni in un‘informativa al Senato, precisando che in questo senso sarà fondamentale “l‘incontro con gli inquirenti” egiziani (cinque tra magistrati e investigatori) di giovedì a Roma.

“E’ per ragione di stato che pretendiamo la verità, è per ragione di stato che non accetteremo una verità fabbricate ad arte... è per ragione di stato che non consentiremo che venga calpestata la dignità del nostro Paese”, ha aggiunto.

“Ci asteniamo dal commentare queste dichiarazioni che complicano la situazione, in particolare perché rilasciate il giorno prima dell‘arrivo del team di investigatori egiziani in Italia”, ha dichiarato Ahmed Abu Zeid, portavoce del ministero degli Esteri egiziano.

L‘incontro alla procura di Roma avrebbe dovuto avere luogo oggi ma è stato rinviato.

Gentiloni ha sottolineato la necessità di “ristabilire un canale di piena collaborazione”, che vuol dire “innanzi tutto acquisire la documentazione mancante, non accreditare verità distorte e di comodo, accertare chi fossero i responsabili della probabile messa sotto osservazione di Regeni nel periodo precedente alla sua scomparsa, accettare l‘idea di un ruolo più attivo degli investigatori italiani”.

“Sarà anzitutto la procura della Repubblica a valutare se questo cambio di marcia si delinea, lo capiremo e valuteremo insieme nei prossimi giorni”.

In serata il premier Matteo Renzi, in un intervento live su Facebook, ha auspicato che “l‘Egitto possa collaborare con i nostri magistrati... vogliamo, vogliamo, vogliamo che questa verità sia trovata”.

Giulio Regeni, 28 anni, è scomparso lo scorso 25 gennaio al Cairo, dove conduceva ricerche per la tesi di dottorato. Il suo corpo è stato poi rinvenuto con evidenti segni di tortura.

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