4 aprile 2016 / 15:32 / 2 anni fa

Inchiesta Potenza, Renzi rivendica sblocco opere, chiede indagini rapide

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rivendicato oggi l‘impegno del proprio governo per sbloccare una serie di opere pubbliche annunciate da anni, tra cui il progetto petrolifero in Basilicata finito al centro di un‘inchiesta giudiziaria, chiedendo però ai magistrati di indagare rapidamente sui sospetti di corruzione.

Il premier italiano Matteo Renzi. REUTERS/Alessandro Bianchi/Files

“Annuncio che continueremo a sbloccare opere pubbliche e chiedo alla magistratura di essere inflessibile nel beccare i ladri, nell‘andare a trovarli e nel mandarli in carcere”, ha detto il premier, che è anche leader del Pd, durante la direzione nazionale del suo partito.

“Se è reato sbloccare le opere pubbliche, sono io quello che sta commettendo reato”.

Poco prima dell‘intervento di Renzi, i magistrati di Potenza hanno sentito a Roma il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, come persona informata dei fatti nell‘ambito di un‘inchiesta che ha provocato le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

La vicenda prende le mosse da un‘inchiesta della Procura potentina sul progetto “Tempa Rossa”, un campo petrolifero in Basilicata, in cui risulta indagato per traffico di influenze illecite anche il compagno di vita di Guidi, l‘imprenditore Gianluca Gemelli.

Nei giorni scorsi è stata resa nota un‘intercettazione telefonica con cui l‘ex ministro avvertiva Gemelli del via libera del governo a un emendamento utile alle sue attività di imprenditore nei suoi rapporti con Total.

Renzi, che ha accolto le dimissioni di Guidi, ha definito “inopportuna” la telefonata, pur spiegando anche ieri che l‘emendamento, approvato nell‘ambito della Legge di Stabilità, era una sua scelta.

Ricordando che il progetto “Tempa Rossa” risale al 1989, Renzi ha detto che “dopo 27 anni dopo lo scandalo non è che l‘emendamento sia stato approvato, ma che siano stati sprecate occasioni”.

“Il rischio è quello di far passare il messaggio è che siamo tutti uguali, e noi non siamo uguali a quegli altri, noi non siamo quelli del legittimo impedimento”, ha detto Renzi, in polemica diretta con il centrodestra e il governo di Silvio Berlusconi.

“Ma se su un‘opera pubblica qualcuna ruba, si deve fermare quello che ruba, non l‘opera”, ha concluso il premier e segretario democratico.

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