31 marzo 2016 / 09:48 / 2 anni fa

Boccia presidente designato Confindustria: "Faremo sistema"

ROMA (Reuters) - Ritrovare l‘unità di una Confindustria spaccata sarà la priorità della presidenza di Vincenzo Boccia, designato oggi come successore di Giorgio Squinzi alla guida degli industriali italiani.

I 192 votanti del Consiglio generale hanno infatti scelto Boccia (salernitano, classe ‘64, a capo di Arti Grafiche Boccia) con soli 9 voti di scarto rispetto al bolognese Alberto Vacchi, AD della multinazionale Ima Spa.

“La complessità della situazione non ci consente il lusso di litigare all‘interno”, ha dichiarato Boccia dopo il voto. “Sono convinto che riusciremo a dare l‘esempio di come si fa sistema”.

Boccia, la cui nomina sarà ratificata dall‘Assemblea privata del 25 maggio (il giorno dopo si terrà l‘assemblea pubblica), conosce l‘associazione: con Squinzi ha guidato il Comitato tecnico credito e finanza, dopo avere ricoperto altri incarichi.

“Penso che potremo sicuramente assicurare una linea di continuità”, ha dichiarato Squinzi. Del resto nel suo programma Boccia garantisce che non userà mai il termine “discontinuità”, a differenza di Vacchi che puntava su una cesura con il passato.

Per Luca Cordero di Montezemolo, vicepresidente di Unicredit ed ex capo di viale dell‘Astronomia, “non è bello vedere una Confindustria così spaccata. Si è persa una straordinaria occasione di rinnovamento e cambiamento”.

Da parte sua Vacchi invita a concentrarsi su “una squadra molto forte”, insistendo tuttavia sulla necessità che l‘associazione “cambi un po’ all‘interno, altrimenti perde appeal”.

“NON DISTANTI DA POLITICA”

Quella che emerge dal programma del neopresidente è una Confindustria “non distante dalla politica”, che evidentemente ha convinto più dell‘assoluta indipendenza rispetto ai palazzi del potere proposta invece da Vacchi.

Il presidente designato loda il Jobs Act, anche se precisa: “Non vogliamo regole imposte dall‘esterno ma una politica fiscale di detassazione e decontribuzione”.

In una fase delicata in cui le parti sociali hanno perso mordente e il governo Renzi si mostra pronto ad agire autonomamente in ambiti tradizionalmente di loro competenza, Boccia punta sulla contrattazione aziendale, con la possibilità di derogare al contratto nazionale che “può ancora servire a definire le tutele fondamentali del lavoro e ad offrire una soluzione per quelle imprese che esitano ad affrontare il negoziato in azienda”.

La Confindustria pensata da Boccia dovrà essere, soprattutto per le piccole e medie imprese, una sorta di “cassetta degli attrezzi” necessari ad affrontare “internazionalizzazione, innovazione, accesso al credito alla nuova finanza”.

Qualche sorpresa potrebbe arrivare il prossimo 28 aprile, quando Boccia presenterà la squadra dei vicepresidenti con le relative deleghe.

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